Aggredito e pestato nella notte, pazzesco...

L' amata/odiata città ... i fatti, i personaggi e i luoghi che la rendono un esperimento sociale ...
sualocin
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ciao ragazzi, la discussione è nata e si sta sviluppando anche sul mio forum da quando è accaduto...

riporto il mio pensiero
il problema è che non si integrano non perché non gli è permesso ma perché non vogliono...

in un paese debole come giurisdizione e legalità, perché alla fine noi italiani siamo un popolo che se può lavora in nero (così dice l'istat) chi viene da fuori e trova benessere cerca solo e senza scrupoli di approffittarne e godere di questo benessere per vie anche illegali...

non sono gli europei che andavano in america a costruire una nazione dove l'immigrazione era necessaria perché c'era lo spazio e la necessità. Da noi se uno manganella un marocchino perché ha molestato una ragazza viene sospeso dal servizio se poliziotto, se comune cittadino viene incriminato e magari si becca del razzista...
Prezza

Sgt.Pepper ha scritto: puoi criticare e non essere in linea con tutto ciò che vuoi ma citare una frase e associare equazioni qualunquiste è dar sentenze.
1° non ho sparato sentenze... rileggiti il mio post
2° equazioni qualunquiste un bel paio di p... ripeto che IO NON HO DATO DEL RAZZISTA A NESSUNO!!! (forse cosi' lo capisci)... ho citatato una tua frase e l'ho criticata secondo il mio punto di vista...
il problema per me non è chi ha fatto il reato (che puo' essere chiunque: nero, bianco, giallo, verde blu...), il problema più grave è il fatto in sè... viviamo col terrore di andare in giro, c'è violenza ovunque (per le strade, nelle scuole, in tv)... il resto è solo un contorno per per distrarci dal vero problema...
rootsman
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Prezza ha scritto: il problema più grave è il fatto in sè... viviamo col terrore di andare in giro, c'è violenza ovunque (per le strade, nelle scuole, in tv)... il resto è solo un contorno per per distrarci dal vero problema...
bella prezza!  O0
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prontopizza
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sualocin ha scritto: ciao ragazzi, la discussione è nata e si sta sviluppando anche sul mio forum da quando è accaduto...

riporto il mio pensiero
bella sualo!
"casini" ovunque!
maronna mia!
"Ma di che hanno paura? Parlano, parlano di libertà, ma appena incontrano una persona veramente libera ne hanno paura."
Giulia
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Il fatto non è che non voglionom integrarsi, non possono. Non possono avere un lavoro regolare, non possono essere loro stessi regolari, non possono condurre uno stile di vita normale e non sono accettati. Perchè ieri in metro a me nessuno a chiesto il biglietto e ai due ragazzi accanto a me lìhanno chiesto subito? Perchè nessuno di loro occupa posti di rilievo nella società?Perchè non sono accettati e la discriminazione è serpeggiante ovunque, anche dove nessuno se lo aspetterebbe mai. Il terrore verso gli extracomunitari che si sta diffondendo dopo le violenze degli ultimi giorni francamente mi preoccupa molto. Mi sembre architettato a tavolino per non pensare al problema reale. Io di sera non ho paura se vedo un "albanese", ho paura in generale. Questo perchè ilproblema non sono loro, ma il problema è che la città fa schifo, i me?zi non funzionano, i furti aumentano, i taxi sono inavvicinabili. Se tu mi violenti se va bene ti fai 5 anni di galere, ma proprio se va bene, dopo un processo per me umiliante e terribile. E la violenza dilaga. per nonb parlare delle beneamata "forze dell'ordine", che francamente mi fanno più paura di tutto il resto e se le vedo scappo, mentre dovrebbero proteggerci.
I problemi sono questi. il resto è distoglierci da essi.
Giulia
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Sgt.Pepper ha scritto: A morte spero per dire...anche se sarebbe carino prendere i tre e fargli credere che fra una settimana verranno ammazzati.


.

il loro diverso senso dello "schifo" e dell'igene non faccia altro che fomentare odi e divergenze tra le varie culture.  .
Scusa, ma questa frase è terribile.
Prostataingrossata

Giulia ha scritto: Scusa, ma questa frase è terribile.
ma è vero.
Perchè dovrei nascondermelo. non mi sento meno comunista, non mi sento più razzista, osservo il problema. L'italiano medio non fa le cose che fa l'indiano medio. E questo è un problema enorme per l'indiano medio che vuole integrarsi in italia. non parlo di odio personale, non sto sostenendo che mi infastidiscono o mi spaventano. io mi auspico un' italia multietnica ma allo stesso tempo mi rendo conto che non si formerà certo con il tempo. l'incontro tra culture va ragionato e progettato, i vertici delle comunità tutte, la nostra compresa, devono farsi portavoci e garanti.
Quando un italiano commette un crimine orrendo dopo due giorni non se ne parla più. quando un albanese commette un crimine orrendo per due mesi la lega raccoglie firme. Il risultato è che dopo questo crimne tutti gli albanersi faticano il dioppio per trovare lavoro, la lega prende sempre più firme e gli albanesi si sento sempre più additati e diventano sempre più diffidenti verso l'integrazione.
mi sembra utopistica l'idea che tutti prima o poi capiscano che siamo fratelli e ci si metta a vivere in pace e tolleranza ognuno con le sue differenze più o meno marcate.
i crimini pesano diversamente a seconda di chi li commette, non possiamo far finta di non vederlo perchè se continuiamo a fare i politicamente corretti tout cour, se non perdiamo il nostro etnocentrismo e cominciamo a capire che ci sono culture profondamente diverse, prima o poi ci sarà uno scontro e ci sarà chi preferirà risolvere il problema con fiaccole e forconi (siamo tutti d'accordo che fiaccole e forconi siano un po' fuori luogo).
Gli stati uniti ne sono un esempio, sono uno stato tra i più razzisti, proprio perchè nessuno si è preoccupato del dialogo, dei compromessi, di smussare gli ancoli di civiltà tanto diverse tra loro.
giulia, tu parli di situazione molto difficile per l'immigrato, ma questo è ovvio. tutti gli immigrati di tutte le epoche hanno avuto vita difficile, tutti si sono trovati davanti al dilemma rubo o muoio di fame e io non intendo essere un intransigente che taglia le mani a chi sfama il proprio figlio taccheggiando ma allo stesso tempo non accetto chi rifiuta totalmente ogni compromesso.
Giulia
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Detta così sono d'accordo con te. Sorry.
monorasta
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Dico la mia. E' con molta tristezza che riscontro in questo post alcune frasi dal sapore spiccatamente giustizialista, che non fanno onore ad un popolo che ama così tanto definirsi "civile".
Invocare la galera, la Guyana ecc.,a mio parere, è una risposta semplicistica e autoritaria che non tiene conto di alcune circostanze:
- prima di invocare la potestà punitiva dello Stato nei confronti di un individuo, infatti, occorrerebbe chiedersi dove e da cosa lo Stato trovi la legittimazione a punire. In merito attendo il parere di anarchici o presunti tali.
- Guardando l'età dei romeni o degli slavi che "terrorizzano" noi abitanti di Dogville, si riscontra come gli stessi abbiano  vissuto la loro giovinezza (più o meno il periodo della vita che noi abbiamo passato ad organizzare grigliate, bere birre al Lex, ballare, ecc.) sotto le bombe, in un contesto in cui i concetti stessi di "diritto" e di "dovere" avevano un'accezione del tutto particolare...
- il carcere, secondo moltissimi studi e secondo la logica, non è altro che un'esperienza criminogena per chi la subisce. Soprattuto se il suo background è intriso di prove dell'efficienza della legge del più forte.
- detto questo, è logico ed ovvio che chiunque causi un danno alla società debba risarcirlo: trovo molto utili, in proposito, gli istituti del lavoro socialmente utile e dell'affidamento in prova ai servizi sociali previsti dalle nostre leggi. Solo che, per l'appunto, quando se ne fa applicazione tutti insorgono invocando la galera.
- così facendo si dimentica, tuttavia, che in uno stato democratico e "civile" le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato. Questo, piaccia o no, è scritto nella Costituzione (art. 27).
- in ogni caso, prima di chiedere semplicisticamente di "integrarsi nella nostra società", occorrerebbe riflettere su qual'è l'immagine di questà società che forniamo agli immigrati. Per loro la nostra società rappresenta occasione di umiliazione, sfruttamento, precarietà, eccessivo rigore punitivo (vedi la legge Bossi-Fini, di cui molti articoli non hanno superato il giudizio di costituzionalità dell'omonima Corte). Io, in una società che non mi da lavoro ne casa e mi chiama negro e che per prima non rispetta le mie idee col c@xxo che avrei voglia di integrarmi.
-ultime annotazioni: fanno scattare l'emergenza sicurezza una rapina o uno scippo o un Tanzi e un Cragnotti che si fottono milioni di €uro? chi è che danneggia maggiormente la società? E'più utile il poliziotto di quartiere o la Guardia di Finanza nei consigli di amministrazione?

Scusatemi, sono noioso e prolisso (forse è per questo che non mi trovo in questo modo di comunicare...)
redkilla

sono perfettamente d'accordo che il carcere non può essere un'esperianza formativa, ne che può aiutare a risolvere i problemi delle persone che vi vengono internate.
qui sorge un problemino....come fare a "riabilitare" i violenti o le persone che escono dalle linee guida che una società si da?
il carcere non è una soluzione, i lavori socialmente utili non sono una soluzione (non crediamo che dopo 2 mesi di servizio sociale  obbligatorio le persone "migliorino").
allora diamo lavoro a tutti così la (micro)criminalità che per natura è sintomo di carenza di $ si ridurrebbe drasticamente.ma io e voi sappiamo che anche questo caso non è possibile.

poi penso......
se un giorno mi dovessi trovare nella situazione del sig. aggredito e riuscissi a mettere la mano sotto il sedile e tirare fuori il cannelleto che conservo con molta cura e mandassi il mio aggressore in ospedale, per una buona parte dell'opinione pubblica passerei per uno che fa violenza nei confronti del prossimo (magari anke razista se si trattasse di di un non italiano).
hobbes e loke parlavano dello stato di natura.....
siamo arrivati a questi livelli?
monorasta
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Secondo me il discorso che prima vanno presi i pesci grossi, e poi quelli piccoli, non ha senso: non ha senso, per un delinquente, dire "punite prima quelli che han rubato più di me".

intendevo dire che si è troppo attenti ad episodi di criminalità "spettacolari", da real tv, e ci si preoccupa più di quelli che non dei veri crimini commessi ai danni della società da italiani in giacca e cravatta. Anche un omicidio può essere "meno dannoso" per la società di un crack finanziario da milioni di €uro. E' triste ma è così.

Consideriamo poi anche il fatto che gente come quei tre, di cui si parla, non han rubato per fame o per motivi di sussistenza: ma per avere il superfluo


Come fai a saperlo? Il superfluo presuppone il soddisfacimento delle esigenze primarie (casa e lavoro): sei sicuro che loro le avevano soddisfatte?

i lavori socialmente utili non sono una soluzione (non crediamo che dopo 2 mesi di servizio sociale  obbligatorio le persone "migliorino").


no no per carità, ma io infatti ragionavo in un'ottica risarcitoria, e queste modalità mi sembra risarcirebbero la società del danno subito più di giorni di galera da fare scontare ai condannati (oltre al fatto che sicuramente le possibilità di ravvedimento sarebbero maggiori nel primo caso).
riuscissi a mettere la mano sotto il sedile e tirare fuori il cannelleto che conservo con molta cura e mandassi il mio aggressore in ospedale


L'importante è che queste "pulsioni bestiali" non vengano manifestate dallo Stato: tu, comunque, verresti dichiarato non punibile per aver agito legittimamente contro un attacco illegittimo (c.d. legittima difesa).

Comunque, per intenderci, nessuna difesa d'ufficio da parte mia dei tre romeni, solo non credo che il giustizialismo forcaiolo sia la soluzione del problema, tutto qua.
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Dexter
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redkilla, parole sante.

pensate solo per un attimo che la persona aggredita sia vostro padre e non un cremonese qualunque.
io non sò come reagirei.
pensate solo al Dordoni, anni fa l'extracomunitario a Cremona si rifugiava al centro sociale perchè unico posto dove era ben accetto.bon,ogni sera scattava una rissa con successiva bottiglia rotta.tutte le sere.
e la frase che echeggiava era "non dobbiamo essere razzisti".
adesso al Dordoni entano solo 2 massimo 3 extracomunitari, quelli che non rompono eccessivamente il c@xxo, a parte miglio verde che con una manata frantuma i polmoni, ma è folcloristico.
Prezza

Dexter ha scritto: pensate solo per un attimo che la persona aggredita sia vostro padre e non un cremonese qualunque.
io non sò come reagirei.
ovvio naench'io saprei come potrei reagire... ma cosa facciamo andiamo in giro muniti di spranga? cosi' si rischia di diventare come gli USA dove buona parte delle persone va in giro armate e si spara nelle scuole...
la giustizia sommaria non è una risoluzione...
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ma infatti io intendevo "a caldo"
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Prezza ha scritto: ovvio naench'io saprei come potrei reagire... ma cosa facciamo andiamo in giro muniti di spranga? cosi' si rischia di diventare come gli USA dove buona parte delle persone va in giro armate e si spara nelle scuole...
la giustizia sommaria non è una risoluzione...
.

si infatti, sono tutti con la pistola in tasca...
ma per piacere.

Ciò non toglie che sono contro il porto d'armi facile, anzi, ma dire qualcosa tanto per parlare...
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redkilla ha scritto: sono perfettamente d'accordo che il carcere non può essere un'esperianza formativa, ne che può aiutare a risolvere i problemi delle persone che vi vengono internate.
qui sorge un problemino....come fare a "riabilitare" i violenti o le persone che escono dalle linee guida che una società si da?
il carcere non è una soluzione, i lavori socialmente utili non sono una soluzione (non crediamo che dopo 2 mesi di servizio sociale  obbligatorio le persone "migliorino").
allora diamo lavoro a tutti così la (micro)criminalità che per natura è sintomo di carenza di $ si ridurrebbe drasticamente.ma io e voi sappiamo che anche questo caso non è possibile.
infatti non è il carcere in se che riabilita i violenti bensì l'idea di finire in carcere che ferma la tua mano un attimo prima di rubare o pestare il tizio che hai difronte.
se quest'idea non basta (e allora te lo meriti) ti becchi i tuoi lunghi periodi di costrizione . vi assicuro che 10 minuti in carcere danno veramente fastidio...figuratevi 2 anni
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Non avendo mai vissuto la situazione, ma avendola fatta solo vivere a due forzanuovisti di Crema, vorrei provare ad essere pestato e derubato. Vorrei provare il senso di disagio. Ma poi capita che io scenda dall'auto con la mia fedele hazet36, lunga più o meno un avambraccio, che ogni tanto piazzo sotto il sedile...

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Oh Bucaiola! Tu mi tradisci! Tu dici "VENGO!" e invece tu pisci!
Prezza

sualocin ha scritto: .

si infatti, sono tutti con la pistola in tasca...
ma per piacere.

Ciò non toglie che sono contro il porto d'armi facile, anzi,
vuoi "giocare sui numeri"...
dati alla mano, sono dell'anno scorso ma credo che bastino per rendere l'idea...

"L'Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo, una ong che da 25 anni studia i problemi del controllo degli armamenti e della sicurezza, ha svolto diversi studi in merito (cfr. ad esempio Maurizio Simoncelli (a cura di), Armi leggere, guerre pesanti. Il ruolo dell'Italia nella produzione e nel commercio internazionale, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001; Elisa Lagrasta, Le armi del Bel Paese. L'Italia e il commercio internazionale di armi leggere, Ediesse, Roma 2005).
Il quadro generale attuale non appare confortante. Nel corso del quadriennio 1999-2002 l'Italia ha esportato armi di piccolo calibro per un totale di 1.262.908.837 di euro. Il 40% di queste armi (501.872.292 di euro) ha raggiunto l'America Settentrionale. Il 36% delle esportazioni e' rimasto
all'interno dell'Unione Europea. Al terzo posto tra gli importatori si trova il gruppo dei Paesi Europei non appartenenti all'Unione (7% del totale). Segue l'area dell'Africa Settentrionale e del Medio Oriente (6% del totale).
Nei quattro anni considerati i dieci principali paesi importatori sono stati: gli Stati Uniti d'America (497.125.003 di euro), la Francia (93.027.579 di euro), il Regno Unito (84.128.053 di euro), la Spagna
(59.561.316 di euro), la Germania (56.325.769 di euro), la Turchia (40.964.212 di euro), la Grecia (38.776.932 di euro) gli Emirati Arabi Uniti (31.098.690 di euro), il Belgio (28.215.544 di euro) e la Malaysia (22.628.237 di euro). Si noti come sette dei principali paesi importatori siano europei. Seguono il Portogallo (con 22.251.230 di euro), il Giappone (con 20.396.906 di euro), la Norvegia (con 17.570.902 di euro), l'Australia (con 15.278.197 di euro) e il Libano (con 13.841.396 di euro)."

e ti consiglio anche la visita di questi due link...
http://www.disarmo.org/rete/articles/art_13010.html (da dove ho preso l'articolo)
http://italy.peacelink.org/disarmo/arti ... 17051.html
sualocin ha scritto: ma dire qualcosa tanto per parlare...
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quì nessuno ha mai parlato di pistole
Prostataingrossata

Nessuno ha mai parlato di pistole nè della giustizia dell'uomo della strada.  Anzi, qualche posts fa c'era la speranza che fiaccole e forconi rimanessero un ricordo relegato al passato.
Qualcuno ha solo espresso il proprio disagio nei confronti di atti di violenza privi di logica e di misura. Lo stesso disagio che si è avuto il giorno dopo l'accoltellamentio del "compagno Dax", lo stesso disagio avuto i giorni del g8 di genova dopo la scuola Diaz etc.
Come spaccherei la faccia a certi sbirri o a certi fascistelli ignoranti la spaccherei anche a certi rapinatori vigliacchi e ipervilenti.
E poi non bisogna scordare un'importante funzione del carcere, che non è quella riabilitativa, ma quella che tiene lontana dalla società gente pericolosa.
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