Sogni Senza Senso

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McA ha scritto:
27/09/2017, 10:00
Mi sono svegliato con gli occhi a forma di cuore, il cuore a forma di occhi e il Cinema a forma di Cultura.
questa sì che è passione per il cinema (nel senso di sala cinematografica)

(8P)
“Condividere saperi, senza fondare poteri”

Primo Moroni
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Sgt.Pepper
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McA ha scritto:
27/09/2017, 10:00
E sono pure ot, visto che il sogno era più che sensato: non era nient'altro che la verità.
Poi ci si risveglia nella vita reale.
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McA
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Erano aaanni che non facevo un Sogno Senza Senso come quello di stanotte.

Sostengo un provino per diventare batterista di una band, credo di genere action rock.
Il nome del gruppo è The Avanted: bruttarello forte, ma ci passo sopra e supero l'audizione.
(Il fatto che io suoni la batteria molto bene certifica il fatto che ci troviamo in un sogno.)
Il primo ingaggio è in uno di quei festival rock'n'roll estivi brianzoli o da quelle parti.
Nel backstage ci cambiamo e mi accorgo che le altre band sono parecchio svestite.
All'uscita dai camerini («Usciamo per ultimi come degli stronzi», dico io), perplessità.
Improvvisamente non ci sono palco, area pubblico o spalti, ma un'unica, grande piscina.
A quanto pare ci si tuffa in acqua per quello che è diventato un torneo di pallanuoto.
Tra l'altro, nonostante il set da pallanuoto, il concetto è percepito da me come pallamano.
E il verbo «tuffarsi» è inesatto: stiamo camminando in equilibrio su dei galleggianti.
A questo punto, la perplessità diventa spaesamento totale: tutti usciamo dall'acqua.
La gara, a squadre, consiste nell'arrampicarsi su un grande albero adiacente alla piscina.
Vince chi riesce a piazzare più uomini in equilibrio sul proprio albero, senza farlo crollare.
Non ho memoria se la storia proseguisse in altro modo o se io mi sia svegliato a quel punto.

The Avanted: una band promettente, fermata da sport verso i quali non nutro interesse.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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Eta
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Spettacolare!
E, beh, la batteria è uno strumento che effettivamente richiede molto al fisico, quindi forse non è così senza senso.
Ce lo ricorda la giovane Nandi:

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McA
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Il sogno di stanotte è abbastanza sensato, ma vale la pena di fissarlo qui.

Snorky e io siamo al Cine Chaplin (anche se la conformazione della sala ricorda quelle del vecchio Tognazzi). Il protagonista del (bel) film è un uomo la cui vita è segnata dalla Cultura, soprattutto rock e cinematografica. In una scena egli riesce a risalire un pozzo sulle cui pareti di mattoni compaiono loghi di The Wall, dei Rage Against The Machine e altro. Il climax del film si raggiunge in una sequenza metacinematografica, in cui il protagonista è egli stesso al cinema a vedere un film, e grazie a ciò che sta vedendo gli si svelano alcune importanti verità. In quel momento, noto che, stranamente, proprio durante un passaggio narrativo così decisivo, alcune persone, con calma, stanno lasciando la sala. Snorky e io siamo in ultima fila o giù di lì, per cui vedo chiaramente sempre più spettatori sganciarsi, senza fretta. Non c'è un incendio né nulla di simile: il pubblico sta abbandonando in tranquillità. A quel punto, Snorky mi dice che dobbiamo andare perché, è giunta la notizia anche a noi, deve cominciare una conferenza intitolata Irene Grandi e Vevo (sì, Vevo, la piattaforma che distribuisce video musicali su YouTube).
Ma come?, chiedo, allibito. Hanno organizzato una conferenza alle undici di sera? E non conoscevano la durata del film? La proiezione è cominciata alle nove puntuali, com'è possibile? Ma non ci sono ragioni: dal fondo della sala, mentre raccolgo il cappotto e faccio per andarmene, Luca Beltrami e Giovanni Schintu (ma insomma, 'sto cinema è il Chaplin, il Tognazzi o il Filo?) mi guardano desolati facendo gesti di scusa con le braccia, mentre un terzo uomo, silente, è con loro (immagino sia l'organizzatore della stramaledetta conferenza).

Mi sono svegliato con la tachicardia, l'ostia e Snorky che mi invitava ad alzarmi (oggi peraltro è capitato di dover fare una levataccia).
Parto con un tentativo di analisi.
Snorky è Snorky. Io sono io. Ma anche il protagonista del film sono io. La sala cinematografica è la somma delle tante che amo (oppure ho amato). La Cultura è la Cultura. Dati per scontati i Pink Floyd, dei Rage ho parlato e visto video di recente. Irene Grandi è Sanremo, o comunque il mio fastidio per il mainstream e il nazionalpopolare. È probabile che ricorra proprio la Grandi, contro cui io, a livello conscio, non ho nulla, proprio perché ogni tanto è considerata rock o qualcuno la definisce tale. Vevo è Vevo, cioè tutto il carrozzone di piattaforme invasive e farcite di pubblicità sul web. Il losco figuro che ha organizzato la conferenza è il Male incarnato. La conferenza è la vita stessa, che ostacola e si scontra in continuazione con il mio desiderio di Cultura.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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