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Dal greco = spazio aperto

Moderatore: .ferro

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Grande Gila
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19/12/2006, 13:01

apro un topic per scrivere le notizie del giorno magari non di prima pagina, così tanto per esprire un commento.

oggi sul corriere on line:

Naviga col cellulare: bolletta da 50 mila euro Il contratto prevedeva un forfait fino a 600 Mega a bimestre. Ma oltre gli venivano fatturati 0,2 centesimi di euro a kilobyte 

BERGAMO - I film più cari della storia: 50 mila euro. Una bolletta astronomica arrivata a un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver scaricato tre film da Internet, utilizzando "un po' troppo" la connessione attraverso il cellulare acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.
I PERCHE' - Come si può raggiungere una tale, astronomica bolletta? Non è difficile, considerato il tipo di contratti che le compagnie attivano per chi sceglie di navigare via "mobile": le offerte "flat", tutto compreso, sbandierate nella pubblicità, possono in verità prevedere dei limiti mensili o bimestrali. E questi limiti possono essere fissati non in ore o minuti di connessione, ma in Megabyte scaricati. E la tariffazione successiva "a consumo" che scatta una volta superata la soglia del sedicente "tutto compreso", funziona a Kilobyte che viaggiano verso il pc.
«PENSAVO FOSSE TUTTO COMPRESO» - Ignorando, come riporta l'Eco di Bergamo che ha segnalato la storia, le condizioni del suo contratto "Connect 600" di Vodafone, il 30enne ha continuato a scaricare dati dal web senza sapere che ogni Kbyte che arrivava sul suo Pc gli sarebbe costato 0,2 centesimi. Una cifra solo apparentemente irrisoria. Considerate che, per fare un esempio, la homepage di Corriere.it pesa circa 300 Kb: con una tariffa del genere caricarla costerebbe 0,60 Euro. «Lasciavo il pc connesso anche tutta la notte - ha raccontato all'Eco il 30enne, artigiano di professione - credendo che fosse tutto già pagato». Come in un "normale" contratto Adsl domestico in versione flat.
LAMENTELE- L'artigiano, che lamenta anche le scarse notizie avute dal commerciante che gli ha proposto e poi attivato il contratto, protesta per il tardivo avviso avuto dall'azienda, che ha provveduto a bloccare l'abbonamento (lievitato di 49.015 euro in soli 19 giorni, dal 23 ottobre alll'11 novembre), ma troppo tardivamente: «Non potevamo avvisarmi prima?», si è chiesto prima di inviare una lettere all'ufficio reclami e mettersi nelle mani di un'associazione consumatori per salvare il salvabile.
I CONSIGLI - L'uscita da una situazione del genere non è facile. Il consiglio delle assoconsumatori è chiaro: leggere le clausole di questo tipo di contratti attentamente prima di firmare i contratti. E valutare bene se è opportuno rinunciare alla linea fissa, facendo a meno del canone, per buttarsi sul mondo del "senza fili".
Paolo Ottolina
19 dicembre 2006


Certo lui un pò pollo, però mi immaggino le bastardate per fotterlo!
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.ferro
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19/12/2006, 14:39

Ri-posto quello che scrissi a suo tempo.
Internet funziona in modalità "GET", voglio una cosa, la cerco e me la prendo.
Postare un articolo intero è una forma lieve di "PUSH", cioè il metodo televisivo.
Se devi fare dei post per commentare un articolo che ti ha particolarmente attirato e pensi possa essere interessante, soprattutto se è preso da un altro sito, fai un link e non copiare/incollare tutto l'articolo, aggiungi due note che invitino a commentare magari.
Ultima modifica di .ferro il 19/12/2006, 14:42, modificato 1 volta in totale.
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale oscure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva......
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19/12/2006, 14:43

.ferro ha scritto: Ri-posto quello che scrissi a suo tempo.
Internet funziona in modalità "GET", voglio una cosa, la cerco e me la prendo.
Postare un articolo intero è una forma lieve di "PUSH", cioè il metodo televisivo.
Se devi fare dei post per commentare un articolo che ti ha particolarmente attirato e pensi possa essere interessante, soprattutto se è preso da un altro sito, fai un link e non copiare/incollare tutto l'articolo, aggiungi due note che invitino a commentare magari.
non sgridare GG... oOL
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19/12/2006, 14:44

lo so hai ragione, a volte faccio così, però capita (soprattutto per gli articoli di giornale) che la pagina poi sparisce quindi che il link non serva più, ecco perchè allora copio e incollo l'articolo.
Ma tanto che differenza fa che uno se lo legga sul sito o qui sul forum?
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Kappo
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.ferro ha scritto: Ri-posto quello che scrissi a suo tempo.
Internet funziona in modalità "GET", voglio una cosa, la cerco e me la prendo.
Postare un articolo intero è una forma lieve di "PUSH", cioè il metodo televisivo.
Se devi fare dei post per commentare un articolo che ti ha particolarmente attirato e pensi possa essere interessante, soprattutto se è preso da un altro sito, fai un link e non copiare/incollare tutto l'articolo, aggiungi due note che invitino a commentare magari.
Pur essendo, in linea di massima d'accordo con .ferro, stavolta devo dar ragione a GG. Gli articoli dei giornali online, in genere spariscono dopo alcuni giorni, vanificando l'utilità di un link.
Non esistono domande stupide. Solo le risposte possono esserlo.
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19/12/2006, 14:52

grazie ragazzi, dimostramo tutti insieme che siamo....più duri del "ferro"
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19/12/2006, 14:53

kappo come ti permetti!!!
GG lo posso dire (scrivere)solo io!!! oOL
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Kappo
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19/12/2006, 15:01

Solo se digiti Kappo con la K maiuscola....
Non esistono domande stupide. Solo le risposte possono esserlo.
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19/12/2006, 15:04

Kappo ha scritto: Solo se digiti Kappo con la K maiuscola....
oKKKKKei!!!!
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19/12/2006, 15:14

Tornando On Topic, questo "artigiano" (!!!) scarica in 20 giorni 3 film.
Ma dio mio.
Dico.
Non ti conviene andarteli a comprare?
Tra corrente e menate, dico...
Cioe', lui avra' avuto il suo computer collegato 20 giorni + telefonino (pace all'anima sua) connesso alla presa di corrente sempre!!!
Mamma mia...
Il tutto per risparmiare quanto? 30 euro?

Ah, poi dipende che film... che se erano delle robe porno allora lo capisco.
Cioe', per farsi una sega 50 mila euro.
Minchia.
Roba che se prendi 50 mila euro, vai in una discoteca, un bel troione te lo paghi anche meno...

A volte la cognizione e' una roba troppo assurda.
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19/12/2006, 15:22

ma infatti me lo immagino come potesse essere rincoglionito il tipo.
secondo me era alle prime armi e già gli prudevano le mani per farsi le seghe con i porno.
Al di là di questo, mi stanno sulle palle le compagnie telefoniche che ti abbindolano ormai DICHIARANDOTI una cosa e poi se ne avvera un'altra.
Tipo fuori dalla metro in centrale verso le 5 ci sono sempre dei ragazzi/e (della tim) che fanno sottoscrivere qualcosa alla gente, e la gente si ferma e firma. Non ho mai il tempo di capire che c@xxo facciano, ma sono lì' anche sotto la pioggia appoggiati alla fine delle scale mobili.....troppo loschi per me
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gasta
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19/12/2006, 15:31

Si ma... ma che c@xxo firmi, imbecille?!
Grande Gila
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19/12/2006, 15:33

ah beh quello senza dubbio.
stronzi loro, pirla tu.
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andy b
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20/12/2006, 0:15

io ho un contratto simile al tipo in questione (organizziamo una colletta per saldarMI il debito?)
T.V.Andy B. - Godi baby,godi. non c'è più ma lo amo lo stesso
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jonny
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21/12/2006, 17:10

Drinking Alcohol May Extend Your Life

"MSNBC has an interesting article on an Italian study on alcoholism. While the obvious notion of overconsumption of alcohol being detrimental to one's health is supported, apparently drinking it in moderation can actually extend your lifespan. A study on over 1 million drinkers and 94,000 deaths yielded the results: "According to the data, drinking a moderate amount of alcohol — up to four drinks per day in men and two drinks per day in women — reduces the risk of death from any cause by roughly 18 percent, the team reports in the Archives of Internal Medicine. However, "things radically change" when consumption goes beyond these levels, study leader Dr. Augusto Di Castelnuovo, from Catholic University of Campobasso, said in a statement. Men who have more than four drinks per day and women who have more than two drinks per day not only lose the protection that alcohol affords, but they increase their risk of death, the data indicates.""
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21/12/2006, 17:13

Io durante la settimana, ultimamente, non sto bevendo molto. Anzi, proprio un c@xxo.
E quindi mi porto avanti nel weekend. Vale?
Ma vale anche il vodka tonic?
Se si, vivo fino a 200 anni.

[tt](se non perdo il fegato prima)[/tt]
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27/12/2006, 9:43

SE AVETE UN PO' DI TEMPO LEGGETEVI L'ARTICOLO APPARSO OGGI SUL CORRIERE.
MOLTO VERITIERO......PURTROPPO.


C'è un Robinson disperso su un'isoletta universitaria di Forlì che non ha neanche un Venerdì con cui parlare: è l'unico iscritto al corso di Scienze della mediazione linguistica. Ma con chi può mediare, se non c'è un selvaggio con cui aprir bocca? Una solitudine da incubo.
La stessa che deve provare l'unico iscritto a Scienze storiche a Bologna e l'unico a Ingegneria industriale a Rende e l'unico a Scienze e tecnologie farmaceutiche a Camerino e insomma tutti i solitari frequentatori di 37 corsi universitari sparsi per la penisola. Avete letto bene: ci sono trentasette mini-facoltà con un solo studente. Poi ce ne sono dieci con 2 frequentatori, altre dieci con 3, altre quindici con 4, altre otto con cinque e altre ventitré con 6 giù giù fino a un totale di 323 «universitine» che non arrivano a 15 iscritti. Con alcune situazioni piuttosto curiose. Come quella di Termoli, che come patrono ha San Basso ma accademicamente vola alto: dal sito del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario si può apprendere infatti che i ragazzi della cittadina molisana che non si sentono predisposti ai viaggi, hanno a disposizione non una ma addirittura due possibilità di diventar dottori sotto casa. La prima viene loro offerta dalla facoltà di medicina e chirurgia dell'Ateneo del Molise (29 iscritti), la seconda dalla Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La quale, invogliata dalle nuove normative, è salita ormai a 21 sedi diverse, posizionandosi anche in metropoli quali Guidonia Montecelio (32 iscritti a medicina), Pescopagano (33), Larino (37) e Moncrivello, ridente paesino in provincia di Vercelli con 1.477 abitanti, dei quali 14 decisi a diventare chirurghi, urologi o anestesisti. Un record da dedicare al santuario del Trompone, il cui nome ha una tale assonanza con certi professoroni universitari che il destino, diciamolo, era già prefigurato. Ma un record battuto, appunto, da Termoli. Dove gli iscritti a medicina, versante Cattolica, sono sei.
Meno male: tre maschi e tre femmine. Direte: quanto costeranno, certi atenei in miniatura? Valeva la pena di incoraggiare questa moltiplicazione di pani, pesci e cattedre finendo fatalmente per abbassare il livello medio degli insegnanti, visto che come nel calcio e nella lirica non ci sono abbastanza Totti e abbastanza Pavarotti per tutti gli stadi e tutti i teatri e occorre dunque ricorrere sempre più spesso a brocchi e ronzini? E' quanto cercheremo di spiegare. Partendo da alcuni numeri. Primo fra tutti quello delle università "storiche", italiane. Erano 27, figlie di una tradizione spesso secolare, e sono rimaste tali per un sacco di tempo. Salendo poi lentissimamente, dalla metà degli anni Cinquanta in avanti, fino ad arrivare alla fine del millennio a 41. Bene, da allora (c'è chi dice a causa delle scelte del ministro «rosso» Luigi Berlinguer e a causa di quelle del ministro «azzurro » Letizia Moratti) sono dilagate. Arrivando in una manciata di anni a 78. Più «ospiti» quali l'Università di Malta, più le «private» (sulle quali avremo modo di sorridere), più undici «telematiche» sulle quali esistono dettagli piuttosto curiosi da raccontare. Totale? Quelle col «bollino» sono 94. Ma il caos è ormai tale che la somma totale degli «atenei» veri o presunti (e meno male che qualcuno è stato burocraticamente raso al suolo da Fabio Mussi come quello fondato in una palazzina di Villa San Giovanni da un certo Francesco Ranieri che la dedicò al suo omonimo nonno) è ormai difficile da calcolare. «Evviva!», esulteranno certi liberisti nostrani: tante università, tanta concorrenza. Tanta concorrenza, tanta selezione. Tanta selezione, tante eccellenze. E' vero o no che lo stesso Salvatore Settis, acerrimo nemico della proliferazione, ha scritto che in America le cose chiamate «università» sono circa quattromila e dunque noi abbiamo ancora spazio per altre sei o settecento «atenei»? Verissimo, sulla carta. Non fosse per due dettagli sottolineati dal direttore della Normale di Pisa.
Il primo è che negli Stati Uniti chi non è all'altezza si arrangia: se trova studenti che pagano la retta per andarci bene, sennò chiude. Il secondo è che il titolo di studio, lì, non ha alcun valore legale: hai preso la laurea ad Harvard? Ti assumono tutti. L'hai presa in una pseudo- università allestita da un mestierante senza la biblioteca e senza laboratori e senza docenti di un certo livello? Non ti fila nessuno. Affari tuoi, se ti sei fatto imbrogliare. E non c'è concorso dove possa giocarti una laurea ridicola per accumulare punti in graduatoria e prenderti un posto immeritato. Qui è la prima contraddizione, denunciata da Francesco Giavazzi e Piero Ichino e Roberto Perotti e altri ancora: il via libera alla moltiplicazione degli atenei senza aver prima abolito il valore legale del titolo di studio è un errore fatale. Che toglie risorse, chiedendo una distribuzione a pioggia di stampo clientelare, alle università vere. Quelle serie. Sobrie. Spesso straordinarie. Che ci fanno onore in Italia e all'estero. Che hanno già levato alta la loro protesta. E oggi sono spesso costrette a mettersi in concorrenza coi furboni. E a cedere alla tentazione di aprire in città e paesi e borghi e contrade più o meno vicine nuove facoltà e nuovi corsi di laurea. Meglio: nuovi punti vendita. Basti pensare che questi corsi (per i quali non occorre l'autorizzazione ministeriale) erano 2.444 nel 2000/2001 e alla fine del 2005 erano già schizzati a 5.400. Numero destinato a un successivo incremento (più 861) nonostante, scrive l'ultimo rapporto del Miur, «le raccomandazioni a livello centrale di procedere a una semplificazione dell'offerta». E così, se le Università sono diventate 94, le facoltà sono cresciute fino a 610 e i dipartimenti fino a 1.864 e gli istituti a 319 e i «centri universitari» a vario titolo fino a 1.269. Fino a casi abnormi come quello della «Sapienza». Che da Roma ha alluvionato di sedi e «sedine» tutta l'Italia centrale fino ad avere oltre duecento (chissà se almeno il rettore conosce il numero esatto) indirizzi postali differenti. Dove sono stati coriandolizzati la bellezza di 341 corsi diversi: dall'infermieristica a Bracciano a logopedia ad Ariccia, dalle tecniche di laboratorio biomedico a Pozzilli all'architettura degli interni a Pomezia. Per un totale (professori ordinari e assistenti e ricercatori) di 4.766 docenti. Tutti bravi come Totti? Difficile da credere. Ma certo anche tra di loro c'è chi ama giocare. Come i docenti che hanno organizzato, tempo fa, un «corso di composizione floreale per imparare a realizzare decorazioni di Natale con rametti di pino, candele e bacche colorate». E poi dicono che l'Università italiana non punta sulle specializzazioni...
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
27 dicembre 2006
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andy b
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28/12/2006, 19:16

dal corriere...

Cacciato da polizia perché si veste da donna.

Il Tar conferma la desione: «Mancanza di senso dell'onore e morale». Anche se i fatti avvenivano fuori dall'orario di lavoro.

VENEZIA - Un vice sovrintendente della Polizia postale di Venezia è stato espulso perché, fuori dagli orari di servizio, aveva l'abitudine di girare per strada vestito da donna. E il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Veneto ha respinto il ricorso che aveva presentato contro il decreto di espulsione dal servizio deciso nell'aprile scorso dall'amministrazione dello Stato. Nel decreto del capo della Polizia si sosteneva infatti che si ravvisava «l'assoluta mancanza del senso dell'onore e della morale», perché il comportamento del dipendente era «oltremodo riprovevole e assolutamente inconciliabile con le funzioni proprie di un operatore di polizia». In tre occasioni colleghi della questura lo avevano notato girare in zone centrali di Venezia e Mestre in «minigonna, maglietta celeste con l'ombelico visibile, e due orecchini pendenti fino alle spalle».

A sua difesa l'agente aveva sostenuto che il fatto di vestirsi da donna rientrava nella «libera espressione della propria natura estrosa e anticonformista». Nel passato però il funzionario era stato sanzionato per aver puntato la pistola d'ordinanza contro una persona per risolvere una questione personale. E inoltre i suoi vicini di casa avevano protestato per la sua abitudine di lavare d'estate l'auto nel giardino condominiale in costume da bagno, e talvolta denudandosi
Ultima modifica di andy b il 28/12/2006, 19:18, modificato 1 volta in totale.
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29/12/2006, 14:20

BASTARDI TUTTI!!!!
IL CALCIO E' UNA m.rd@!!!!
L'ITALIA E' UNA m.rd@!!!!


Scommesse: archiviato il caso Buffon Nessuna inchiesta anche su Cristiano Lucarelli per dichiarazioni rese in una trasmissione televisiva

ROMA - Il procuratore federale Stefano Palazzi, dopo gli accertamenti svolti dall'Ufficio indagini, ha archiviato il procedimento relativo all'inchiesta sulle presunte scommesse per Gigi Buffon, Enzo Maresca, Antonio Chimenti e Mark Iuliano. Lo ha reso noto la Figc in un comunicato nel quale si rende nota anche l'archiviazione dell'indagine su Cristiano Lucarelli per dichiarazioni rese in una trasmissione televisiva.
29 dicembre 2006
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03/01/2007, 18:14

Ma la fonte è Il Giornale.
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