Basta impunità per la polizia

Dal greco = spazio aperto

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depositate le motivazioni della sentenza di condanna degli assassini di Federico Aldrovandi.
578 pagine scaricabili dal blog della madre.

cito dall'introduzione:
Tanti giovani studenti, ben educati, di buona famiglia, incensurati e di regolare
condotta, con i problemi esistenziali che caratterizzano i diciottenni di tutte le
epoche, possono morire a quell età. Pochissimi, o forse nessuno, muore nelle
circostanze nelle quali muore Federico Aldrovandi: all alba, in un parco cittadino,
dopo uno scontro fisico violento con quattro agenti di polizia, senza alcuna effettiva
ragione.
Gli agenti coinvolti e i loro colleghi intervenuti nell immediatezza, in una
prospettiva di ragionevolezza e nell ottica dell imparzialità e della neutralità,
avrebbero dovuto esigere l immediato intervento di un istanza neutra e imparziale,
il pubblico ministero, che fornisse, anche solo a livello di immagine, le maggiori
garanzie di obbiettività all indagine, fin dai primi accertamenti, nel primario
interesse degli stessi potenziali imputati, oltre che della giustizia. Quasi un caso di
scuola dell assoluta necessità di un pubblico ministero non solo indipendente
dall esecutivo ( dagli organi di polizia ) ma esso stesso in grado di disporre di
un autonoma forza di polizia, specificamente preposta all indagine sui crimini di
organi e apparati dello Stato.
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Primo Moroni
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chiarezza
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Tragica morte al Regina Coeli. Stefano Cucchi, arrestato per il possesso di una modesta quantità di droga, è stato trasferito all'ospedale per dolori alla schiena, dove è morto. Il giovane, che la famiglia non ha potuto vedere per sei giorni, è stato trovato con il volto tumefatto e le vertebre spezzate, e nonostante questo i famigliari si ostinano a volere altre prove che anche un paio di spinelli fanno malissimo.
(blog luttazzi - matteo poles)

La notizia.
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Diaz, la corte d'appello ribalta la condanna di primo grado
condannati 25 dei 27 imputati compresi i capi, quindi anche Luperi, Mortola e compagnia cantando che nel frattempo avevano fatto carriera e che in primo grado erano stati assolti.
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E il governo li assolve al volo

Chiedo l'intervento di un giurista.
È normale che la sentenza del tribunale non venga applicata, ma sospesa in attesa del terzo grado?
Normalmente se uno viene condannato non è tenuto a scontare la pena in attesa del grado successivo?
Tranquillo, penso a tutto io
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Al di là delle facili battute o delle incazzature che possono venire naturali leggendo della presa di posizione del governo, io cercavo una risposta seria, tecnica.
So ad esempio che per condanne fino a 2 anni è possibile applicare l'istituto della pena sospesa (la condanna resta pendente, se l'imputato commetterà altri reati e verrà riconosciuto colpevole, la pena detentiva totale sarà data dalla somma delle due: quella sospesa e quella del secondo reato).
Ma in questo caso parliamo di condanne attorno ai 3 anni.
Ci deve essere uno stumento giuridico che permette ai condannati di non finire in carcere al volo.
Saremo anche una repubblica delle banane, ma non può bastare la fiducia di un ministro ad evitare l'applicazione della pena (5 anni di interdizione dai pubblici uffici).
Ultima modifica di McA il 04/10/2014, 0:30, modificato 2 volte in totale.
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labbio ha scritto:Ci deve essere uno stumento giuridico che permette ai condannati di non finire in carcere al volo.
Saremo anche una repubblica delle banane, ma non può bastare la fiducia di un ministro ad evitare l'applicazione della pena (5 anni di interdizione dai pubblici uffici).
E invece basta, proprio perché siamo nella repubblica delle banane.
Stamattina, su La 7, a Omnibus, Jole Santelli del PDL ha condito ogni suo intervento sui fatti della Diaz con la formula «Se errori ci sono stati». Questo, dopo che mica io, bensì un organismo dello Stato ha decretato che quel «Se» va tolto, e «errori» va sostituito con «atrocità».
Agnoletto, che era lì in collegamento, le ha giustamente dato contro.
Una cosa da vomitare.

Ah, come argomento a favore degli alti dirigenti condannati, la Santelli ha usato la lotta alla mafia. Ha detto che in questi anni questi signori hanno lottato contro la mafia, ottenendo importanti risultati. Bene. Evidentemente lottare contro la mafia dà l'impunità anche se ci si macchia di tutt'altri crimini brutali.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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labbio
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Insisto.
Abbiamo dei politici da repubblica delle banane, di (quasi?) tutti gli schieramenti.
Un passo alla volta stanno adottando piccole ma sostanziali modifiche che ci porteranno ad avere una costituzione ed una magistratura da repubblica delle banane.
Abbiamo un'informazione e una professionalità media dei giornalisti da repubblica delle banane.
Questo non aiuta nel dibattito.

Ma in questo momento non mi interessa il dibattito, la mia domanda è squisitamente di natura tecnica.
Se uno viene condannato in primo o secondo grado all'interdizione dei pubblici uffici, la pena è subito applicata o c'è un istituto giuridico che sospende gli effetti della condanna in attesa del terzo (e difinitivo) grado di giudizio? Questa sospensione è applicabile a tutti o solo ad alcune categorie?
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secondo me, ma vale veramente poco la mia opinione, la sospensione dal servizio è a discrezione del datore di lavoro, ovvero il ministero, il quale ha già espresso bene, con il sottosegretario Mantovano e con il ministro Maroni la propria opinione.
del resto in passato sono stati mantenuti in servizio altre 'pecore nere' come i poliziotti accusati di pestaggio, i poliziotti condannati per l'uccisione di Aldrovandi o, cambiando ambito, i carabinieri coinvolti nel caso Marrazzo.
per quanto riguarda la condanna vera e propria, temo che siamo abituati ai film americani in cui, nel momento in cui il giudice picchia il martello pronunciando la parola guilty, subito l'imputato, ora condannato, viene trascinato in cella.
credo che in realtà ci sia un momento successivo in cui si viene tradotti in cella, non so.
stasera chiederò al mio avvocato.
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Q ha scritto: credo che in realtà ci sia un momento successivo in cui si viene tradotti in cella, non so.
stasera chiederò al mio avvocato.
Mi sembra abbastanza inverosimile. Il rischio di fuga di un imputato condannato al carcere è altissimo se gli si lascia la possiblità di andarsene a processo finito.
Semplicemente da noi per i non pregiudicati le pene fino a 3 anni possono essere (anzi sono praticamente sempre) commutate in una sanzione pecuniaria. Quindi resta la condanna (che farà da precedente in caso di altri reati) ma non vieni tradotto in carcere.
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Io dopo tre mesi di domiciliari ed attualmente in libertà vigilata per una mezza cagata faccio fatica a commentare pacatamente. Detto che stò pagando per quello che ho fatto (e non ho fatto del male ad una mosca) penso che qualsiasi pena dovranno scontare stè merde di poliziotti della Diaz non sarà mai abbastanza pesante. Comunque gli vada gli va troppo bene. E mi fermo che ho già la vena che mi si chiude.
Ultima modifica di Anonymous il 20/05/2010, 22:29, modificato 1 volta in totale.
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labbio ha scritto: Semplicemente da noi per i non pregiudicati le pene fino a 3 anni possono essere (anzi sono praticamente sempre) commutate in una sanzione pecuniaria. Quindi resta la condanna (che farà da precedente in caso di altri reati) ma non vieni tradotto in carcere.
ok
allora qui avranno convertito condanne maggiori di 3 anni, visto che il Mortola si è preso 3 anni e 8 mesi, e mi piacerebbe sapere a quanto ammonta la sanzione pecuniaria e quando la pagherà.
e cmq quoto jjsante, qui si parla di condanne come se fossero partite perse o vinte a risiko, mentre nelle 205 carceri italiane sono ammassati 70000 (settantamila) disgraziati che non hanno né soldi per pagarsi gli avvocati né santi in paradiso* e ogni mese 6 detenuti si suicidano.

*governo
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labbio
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Q potremmo andare avati all'infinito a fare ipotesi, ma la realtà è che ne io ne te sappiamo rispondere.
I processi sono fatti anche di tecnicismi e procedure che non conosciamo e che a colte si discostano dalla prassi comune.

Non sto cercando le ragioni morali per cui questi sono ancora in libertà e sopratutto al loro posto, perchè non ce ne sono. Se fossimo una nazione con più senso civico, poliziotti coinvolti in inchieste di questo tipo non farebbero carriera, almeno fino a processo finito (ed ovviamente solo in caso di piena assoluzione).
Da noi invece il governo ha già emesso la sua sentenza. Innocenti. E come potrebbe essere altrimenti, visto che se risalissimo la catena di comndo con molta probabilità scopriremmo che a dare le direttive generali sono gli stessi che oggi difendo l'operato degli imputati.

Sto cercando le ragioni tecniche.
Non tanto sulla carcerazione (credo sia ancora in vigore l'indulto voluto da Mastella, che togliendo tre anni al totale da accesso a parecchie agevolazioni sui mesi restanti) quando sull'interdizione dai pubblici uffici.
Se la pena fosse applicata subito (o dopo i tempi tecnici necessari a rendere operativo il dispositivo dopo la lettura in aula) questi poliziotti e funzionari non dovrebbero più essere al loro posto.
Se così non è ci deve essere un motivo, una legge, qualcosa che stabilisca che la pena non si applica...
...fino a conclusione di tutto l'iter processuale, terzo grado compreso?
...per gli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria?
...per i reati commessi prima/dopo il?
...per i reati connessi all'esercizio dell'ordine pubblico?
...
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monorasta
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...se davvero vi interessa provo a fornire una spiegazione in merito alle vostre domande.

Nel nostro ordinamento, come sapete, vige il principio della presunzione di innocenza: ogni imputato è considerato innocente fino a che contro di lui non intervenga una sentenza di condanna passata in giudicato, ovvero non più impugnabile.
questo vuol dire che, fino all'eventuale esito del terzo grado di giudizio (cassazione), anche chi è stato condannato in primo e secondo grado non deve scontare alcuna pena.
Una volta che la condanna fosse confermata anche in Cassazione, la relativa sentenza diventa finalmente definitiva ed esecutiva, ovvero la pena può essere in concreto applicata dall'Autorità.
Nel nostro caso la sentenza di condanna contro i vertci idella polizia è stata pronunciata in appello, per cui deve ancora essere celebrato l'eventuale giudizio di cassazione, ovvero la parola definitiva.
Fino a quel momento gli imputati non sono soggetti ad alcuna pena e si presumono ancora innocenti.

Qualora la sentenza di condanna dovesse essere confermata, si passa alla fase esecutiva della pena.
In questo caso bisogna tenere conto dell'indulto, nonchè dell'eventuale possibilità di convertire la pena detentiva in pena pecuniaria o in lavori socialmente utili (vedi Previti). La pena, se inferiore a 2 anni di reclusione, potrebbe essere addirittura sospesa: il giudice qualora ritenga che il condannato non delinquerà più, "annullerebbe" cioè la pena inflitta. Questo è un bonus che ciascuno di noi potrebbe sfruttare in caso di condanne complessivamente inferiori a due anni di reclusione.
se nessuno di questi benefici deovesse trovare applicazione, si andrebbe in carcere.

Discorso carcere.
Normalmente in carcere ci si va solo dopo che la condanna alla pena detentiva, come dicevo sopra, diviene definitiva (sentenza di Cassazione o mancata impugnazione delle sentenze rese nei precedenti gradi di giudizio).
E' tuttavia possibile che una persona venga carcerata ancora prima di questo verdetto definitivo, e questo avviene quando il giudice ravvisi la sussistenza di "esigenze cautelari" che giustificano la restrizione della libertà personale. In particolare una persona può essere incarcerata ancora prima del verdetto definitivo quando a) c'è pericolo che possa fuggire b) c'è pericolo di inquinamento delle prove c) c'è pericolo che l'imputato commetta altri delitti della stessa specie di quello per il quale è accusato.
In questi casi possono essere disposte le misure cautelari personali (custodia cautelare in carcere, domiciliari, obbligo di dimora, ecc.), che tuttavia hanno una durata massima che viene calcolata in proporzione alla pena prevista per il reato per cui si procede (dalla previsione della durata massima deriva la possibilità della famosa "scarcerazione per decorrenza dei termini" di cui ogni tanto si sente parlare).
Se tuttavia il giudice non dovesse ravvisare queste esigenze cautelari l'imputato rimane libero fino alla sentenza definitiva.

Per quanto riguarda poi il fatto che i poliziotti continuino a lavorare nonostante la sentenza di condanna, il discorso si sposta sul piano dell'opportunità.
Astrattamente il ministero potrebbe sospenderli dalle funzioni, se però all'esito del giudizio di cassazione  gli imputati fossero assolti, tale sospensione risulterebbe ingiustificata e i poliziotti potrebbero chiedere i danni. senza contare poi il peso politico che una decisione del genere asumerebbe davanti all'opinione pubblica.
Certo è che se la Cassazione confermasse le condanne i poliziotti dovrebbero essere cacciati dopo cinque minuti a calci nel çul°.

Peraltro io ero a Genova ed ho assisitito al funerale dello stato di diritto, con addirittura il respingimento degli avvocati al momento delle note perquisizioni in violazione di tutti i principi  che sorreggono il nostro sistema penale.

beh, scusate ancora per la lunghezza dei miei post
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grande monorasta!
pochi post che saranno pure lunghi, ma sono definitivamente chiarificatori
grazie
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Grazie monorasta, erano le informazioni che cercavo.

Approfitto della tua risposta per spostare la discussione su un altro piano: l'opportunità o meno di sospendere un poliziotto sotto processo.

Normalmente perchè qualcuno finisca sotto indagine ci deve innanzitutto essere stato un reato contro terzi, non si finisce sotto indagine se non è successo niente. In questo caso poi si sta parlando di fatti concreti, non di voci o sospetti. Che alla scuola Diaz ci sia stata una perquisizione, che una parte degli occupanti della scuola sia uscito letteralemente con le ossa rotte lo hanno visto tutti. Una violenza così barbara non si giustificherebbe nemmeno se quello fosse stato il covo dei black block.

Se l'indagato viene rinviato a giudizio vuol dire che la magistratura ha svolto delle indagini preliminari e ci sono gli elementi per ritenere l'indagato responsabile penalmente, altrimenti si avrebbe il non luogo a procedere.
Tanto dovrebbe bastare a giustificare una loro sospensione in attesa dell'esito definitivo del processo o almeno un trasferimento ad altri uffici con ruoli non incompatibili ed un congelamento delle loro carriere. Invece questi sono stati promossi sul campo.

Se parliamo di peso politico, quale di queste azioni ne avrebbe di più: sospendere uno che alla fine risulti innocente o promuovere uno che alla fine risulti copevole?
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Riprendo questo post per segnalare che anche i poliziotti subiscono pesanti condanne.
Il vicequestore Giocchino Genchi è stato destituito per motivi disciplinari.

Era forse coinvolto nei fatti del G8 di Genova? No.
Era forse conivolto nella morte di Aldovrandi o in altri casi simili? No

Aveva forse rilasciato dichiarazioni dal contenuto lesivo del prestigio di organi e istituzioni dello Stato, nella fattispecie del presidente del consiglio? Avevo forse avuto a che fare con intercettazioni scomode per alcune istituzioni dello stato, sempre lui, il presidente del consiglio. Ovviamente si.
Ultima modifica di labbio il 24/02/2011, 20:32, modificato 1 volta in totale.
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poliziotti brava gente anche in Spagna

le edificanti foto dell'aggressione a un pericoloso sovversivo... sulla sedia a rotelle:
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Questa è delirante.

La denuncia dei Punkreas
«Noi aggrediti dai carabinieri»


Bassista, batterista e il fonico del gruppo assaltati nella loro stanza d'albergo da carabinieri che, probabilmente scambiandoli per dei NO TAV, gli hanno pompato il gas lacrimogeno da sotto la porta della stanza.
Quando i carabinieri stessi hanno capito che si trovavano di fronte "qualcuno", hanno cambiato atteggiamento da così a così. Il tutto senza un motivo. Abuso di potere in piena regola.
Punkreas ha scritto:Per una lunghissima mezz'ora noi, e in particolare i 3 chiusi in camera ci siamo sentiti come devono essersi sentiti Uva, Cucchi, Aldrovandi, e tanti, tantissimi, troppi altri finiti senza possibilità di difendersi nella mani di chi abusa del suo potere per scopi che nulla hanno a che vedere con l'ordine pubblico.
E adesso speriamo non restino impuniti.
Ultima modifica di McA il 04/10/2014, 0:35, modificato 1 volta in totale.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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leggendo il titolo ho pensato: il vento cambia davvero! poliziotti sospesi per aggressione a manifestanti!
http://www.giornalettismo.com/archives/ ... ti-inermi/

sì, ma in california, non certo in italia...
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La Cassazione ha confermato la condanna per l'agente Spaccarotella.
Allucinante questa intervista, rilasciata nel 2009.
Ultima modifica di McA il 04/10/2014, 0:40, modificato 4 volte in totale.
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