[VIDEO] Spot incredibili

Le cinéma (abréviation de cinématographe) est une projection visuelle en mouvement, le plus souvent sonorisée.

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Kappo
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Pubblicità di raccolta fondi della Croce Rossa Francese.... grandiosi!;D ;D ;D





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mostrillo
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04/12/2013, 10:32

negli anni ho notato un aumento degli spot che puntano alla commozione, o all'emozione; o meglio, il fatto è che ora lo fanno dannatamente bene...
per ora me ne vengono in mente due, ma ce ne sono altri, solo che i miei tre neuroni per ora non fanno contatto...

Dove
Sony Bravia
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gasta
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Mostrillo, la Barilla fa roba così da 30 anni eh.
La Barilla vende un'idea di famiglia più che pasta.
Eh.
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04/12/2013, 14:09

allora è il mio cuoricino che è diventato tenero...
cambierò il mio nickname da mostrillo a puccipuccizuccherosa
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dai

e questo di John Lewis, un centro commerciale molto bello di Londra.
pagato 7 milioni di sterline.
Il making of.
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Nel caso della Dove hanno sparato letteralmente in faccia alla vanità femminile, direi
“Condividere saperi, senza fondare poteri”

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04/12/2013, 16:44

gasta ha scritto: e questo di John Lewis, un centro commerciale molto bello di Londra.
pagato 7 milioni di sterline.
Il making of.
Rischio inondazione da lacrime e bava.
Per il making of.
Grazie, gasta.

(Per la pubblicità in sé, invece, la personalità n. 2 [idiota] ha declassato la personalità n. 1 [sentimentale]: ma che rompicoglioni 'sta lepre, che l'orso si spari il suo letargo leggenda!)
"Senso di completezza a manetta, e solito mix di sentimenti."

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04/12/2013, 18:00

Io invece sono schermato, o almeno così mi pare, da tutta 'sta robaccia sentimentale.
Degli ultimi spot postati, salvo solo Sony Bravia, perché cerca di emozionare con la bellezza pura ('na vagonata di palline colorate sono semplicemente belle) anziché con la retorica melensa dell'idea del Tu sei bellissima o del Natale.
Ciò non toglie che l'artigianato e la creatività che stanno dietro alla campagna John Lewis siano assolutamente straordinari.
In generale, sono felice di constatare come le sfere delle persone che mi circondano siano più del tipo umano che si sofferma sui meccanismi pubblicitari, mentre là fuori c'è tutto un mondo che veramente comprerà Dove, Sony Bravia, pasta Barilla e veramente farà le compere natalizie da John Lewis dopo averne visto le pubblicità, perché ne ha visto le pubblicità. Questo è terribile.
Ultima modifica di McA il 04/12/2013, 18:06, modificato 1 volta in totale.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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04/12/2013, 18:34

McA, non so.
Il fatto è che, ok, vedo nello spot pubblicitario un modo di comunicare qualcosa. E soprattutto un linguaggio televisivo o cinematografico importante.
I videoclip musicali in teoria non fanno altro che pubblicizzare l'immagine del prodotto musicale (non dell'artista). Ma sappiamo bene come un videoclip possa diventare esso stesso un prodotto artistico, senza comunque perdere la sua forte componente commerciale e di commerciabilità.

Detto ciò.
Siamo davvero certi che dopo aver visto uno spot bello come quello di John Lewis non andiamo a comprare da John Lewis?
Il fatto che abbiano prodotto qualcosa di così BELLO (è innegabile che lo sia, vero?), non ti dà l'idea di un posto dove trovare cose BELLE?

McA, ti chiedo questo.
Tu, dopo aver visto questo spot, compreresti questa barretta di cioccolato?
Perché io NO.
Davvero.

Eppure, non ho una televisione, ho le lenzuola di john lewis perché costano meno dell'ikea e sono più belle come cotone (ma davvero belle eh), non compro la barilla perché secondo me sa di cartone.

La pubblicità nel 2013 non mira a VENDERE un prodotto.
Mira piuttosto a costruire un'IDENTITA' dell'azienda.

Ora, secondo voi a cosa serve una pubblicità così, fatta da Google?
Ci spiega come usare google? O quanto è figo?
O ci racconta una storia bella, figlia di un MODO che IN TEORIA è eticamente (leggasi commercialmente) affine all'idea che l'azienda vuole dare?

Le pubblicità della Barilla e del Mulino Bianco non le sopporto.
Vendono un'idea banale e bigotta e cattolica di famiglia.
Ci hanno fottuto il cervello quelle pubblicità. Non noi, forse, che siamo consumatori critici (ma pur sempre consumatori), ma la società intera.
E le esternazioni dell'AD di barilla le conosciamo tutte, no?

In sintesi.
Gli spot pubblicitari servono in un modo sottile, ormai. E possono essere bellissimi o bruttissimi, prima di tutto.
In generale credo debbano stuzzicare il cervello, prima del portafogli.
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04/12/2013, 19:00

Sono d'accordo con il tuo post; forse stavo ragionando su un asse diverso e non mi sono spiegato bene.
gasta ha scritto:ho le lenzuola di john lewis perché costano meno dell'ikea e sono più belle come cotone (ma davvero belle eh), non compro la barilla perché secondo me sa di cartone.
Questo per me è "eticamente" perfetto. Lo spot di John Lewis è fico. Le lenzuola di John Lewis sono di qualità. Tu compri le lenzuola di John Lewis. Ma le hai comprate perché sono di qualità, non perché lo spot è fico.
gasta ha scritto:Gli spot pubblicitari servono in un modo sottile, ormai. E possono essere bellissimi o bruttissimi, prima di tutto.
In generale credo debbano stuzzicare il cervello, prima del portafogli.
Anche qui, sono d'accordo. Quello che dico è: il latte Cravendale ha fatto uno spot della madonna. Il latte Cravendale magari è gramo, magari è buono. Se è buono, lo compro, e la fighezza dello spot diventa un valore aggiunto, ma a posteriori, non a priori. Se il latte Cravendale è gramo, ma lo compro perché la Cravendale ha fatto uno spot della madonna, allora sono proprio un consumatore, nell'accezione peggiore del termine. Mi sembra di stare dicendo delle banalità, ma in realtà per vagonate di persone funziona tuttora al contrario, nel 2013: la pubblicità è ancora un mezzo per stabilire a priori quello che va comprato. E, chiudendo in senso morale, auspico che questo meccanismo possa crollare, presto o tardi.

Per quanto riguarda l'essere schermati, ti dirò: quella pubblicità orrenda col tizio che fa il cretino me la ricordavo, ma non ricordavo che cosa pubblicizzasse.
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04/12/2013, 19:10

(volevo dirvi che è per questi scambi di opinione che sono contento di essere su crplz)

Il latte cravendale però te lo ricordi.
E quando vai al supermercato, lo vedi e pensi "ehi è quello dei gatti coi pollici!" e se non costa di più magari lo compri (io compro il latte che costa meno sempre).

Credo che le persone siano molto più influenzate dalle persone che hanno attorno più che dalle pubblicità. È incredibile come, vivendo all'estero, si riesca a capire semplicemente dal giubbotto la nazionalità delle persone.
Gli italiani nel 2013, per esempio, sfoggiano i moncler sottili in nuances di colore precise. Le famigliole, vi giuro, che arrivano sembrano usciti dai cataloghi. E Hogan ai piedi.

È incredibile, dal mio punto di vista, come gli oggetti continuino ad essere uno status symbol.
Il plasma da 100 pollici.
Il suv enorme.
La pelliccia.
Le scarpe prada.

Quello che ho visto è che ogni nazione, o meglio ogni gruppo sociale, ha il suo.
Gli indiani miei vicini di casa hanno l'iphone 5s e la ps4 e le macchinone. Però si vestono a c@xxo (dal mio punto di vista).
Gli italiani si vestono come dei modelli.
Le inglesi come delle sciattone tamarre e spendono 200 sterle in un venerdì a furia di shot di jager + redbull (non scherzo).

Però mi affascina come le pubblicità siano internazionali e riescano a funzionare in ogni Stato, no?
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04/12/2013, 21:14

Eta ha scritto: Rischio inondazione da lacrime e bava.
Per il making of.
Grazie, gasta.
sottoscrivo.

lo spot di per sè mi fa venire una crisi iperglicemica. un po' come le canzoni di celine dion...

McA ha scritto:
Quello che dico è: il latte Cravendale ha fatto uno spot della madonna. Il latte Cravendale magari è gramo, magari è buono. Se è buono, lo compro, e la fighezza dello spot diventa un valore aggiunto, ma a posteriori, non a priori. Se il latte Cravendale è gramo, ma lo compro perché la Cravendale ha fatto uno spot della madonna, allora sono proprio un consumatore, nell'accezione peggiore del termine. Mi sembra di stare dicendo delle banalità, ma in realtà per vagonate di persone funziona tuttora al contrario, nel 2013: la pubblicità è ancora un mezzo per stabilire a priori quello che va comprato. E, chiudendo in senso morale, auspico che questo meccanismo possa crollare, presto o tardi.
Sì, ma tu lo compri, la prima volta, senza sapere che è buono. Magari leggi l'etichetta, magari te l'hanno suggerito, ma il latte, di per sé, mica lo puoi toccare come un lenzuolo. Lo compri perché la pubblicità ti ha stuzzicato (e se sta nel tuo range di prezzo) e se ti piace lo ricompri. Magari quello accanto costa uguale ed è più buono, ma non lo puoi sapere, perché  quello Cravendale è buono, non il più buono, ma buono abbastanza per comprarlo la seconda volta, e la terza e così via.
Ultima modifica di mostrillo il 04/12/2013, 21:23, modificato 1 volta in totale.
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04/12/2013, 21:35

Be', chiaramente le dinamiche largamente seguite sono queste, però, amplificando gli auguri che si fa McA, io mi auguro che sempre più persone si informino anche prima di andare al supermercato e facciano dell'acquisto anche un consapevole atto politico. So che a volte può essere stancante, complicato, però mi auguro che ci sia almeno un'intenzione.

In questo senso e considerando il tipo di target cui "appartengo", io, per esempio, posso tranquillamente dire di essere stata felicemente colpita e affondata dal marketing della LUSH, che arrivo a promuovere volentieri e credendoci (per non parlare della Lunette  :P ), perché dimostrano effettivamente un'etica vicina alla mia (e se un giorno scoprirò che sono brutti e cattivi anche loro, sarò proprio sinceramente delusa).


gasta ha scritto: (volevo dirvi che è per questi scambi di opinione che sono contento di essere su crplz)
E, sì, grazie per averlo detto. Altrove ho appena scritto che è eccezionalmente fico anche come modo per restare vicino pur dall'estero, ma il primo motivo è sicuramente questo che dici tu ed è ciò che fa la fondamentale differenza (de, se fosse un forum in cui si parla di argomenti di cui non me ne frega nulla, manco la presenza del mio mitologico consanguineo basterebbe per farmi tornare qui ogni dannata volta – e a farmi "perdere" un mukkio di tempo!).


PS. Finalmente ho capito da dove m.rd@ veniva la gif col gatto che si fa le unghie, comunque!  ;D
Ultima modifica di Eta il 04/12/2013, 21:37, modificato 1 volta in totale.
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05/12/2013, 9:54

Eta ha scritto: io mi auguro che sempre più persone si informino anche prima di andare al supermercato e facciano dell'acquisto anche un consapevole atto politico.
lo facciamo già, informarci prima di andare al supermercato dico, e per molti la fonte primaria di informazione da cui far discendere il proprio atto politico è la pubblicità, televisiva mostly
o le notizie sull'azienda dedotte dalla cronaca

dice bene gasta esplicitando che la pubblicità non vende più il prodotto (ammesso l'abbia mai fatto), ma espressamente un'idea
dirò di più: crea un universo
un po' come le fiction
il prodotto diventa la chiave per entrare nel mondo fiction che ci ha appassionato

per decenni hanno infilato i prodotti nei film (sigarette, alcolici, abiti, auto, tutto)
ma il product placement brutale è a) vietato b) costosissimo e di ambito ristretto

ora alcuni pubblcitari trovano più facile tirar fuori un bel mondo dal prodotto che infilare il prodotto nel tuo mondo preferito
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05/12/2013, 10:34

Q ha scritto:
Eta ha scritto: io mi auguro che sempre più persone si informino anche prima di andare al supermercato e facciano dell'acquisto anche un consapevole atto politico.
lo facciamo già, informarci prima di andare al supermercato dico, e per molti la fonte primaria di informazione da cui far discendere il proprio atto politico è la pubblicità, televisiva mostly
o le notizie sull'azienda dedotte dalla cronaca
Be' un sacco di gente si approccia in maniera ancora più passiva, influenzata dalla pubblicità senza nemmeno saperlo.
Ovviamente non è che mi riferisca al forum…
McA ha scritto: In generale, sono felice di constatare come le sfere delle persone che mi circondano siano più del tipo umano che si sofferma sui meccanismi pubblicitari, mentre là fuori c'è tutto un mondo che veramente comprerà Dove, Sony Bravia, pasta Barilla e veramente farà le compere natalizie da John Lewis dopo averne visto le pubblicità, perché ne ha visto le pubblicità. Questo è terribile.
Q ha scritto: dice bene gasta esplicitando che la pubblicità non vende più il prodotto (ammesso l'abbia mai fatto), ma espressamente un'idea
dirò di più: crea un universo
un po' come le fiction
il prodotto diventa la chiave per entrare nel mondo fiction che ci ha appassionato
Sicuramente.
Q ha scritto: ora alcuni pubblcitari trovano più facile tirar fuori un bel mondo dal prodotto che infilare il prodotto nel tuo mondo preferito
Good point.
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05/12/2013, 12:11

Eta ha scritto: Be' un sacco di gente si approccia in maniera ancora più passiva, influenzata dalla pubblicità senza nemmeno saperlo.
Ovviamente non è che mi riferisca al forum…
un sacco di gente è cerebrolesa, sul serio. e anch'io lo ero (e lo sono tuttora, in parte)
un esempio:
da qualche anno sono diventata intollerante ai siliconi (dimethicone & co), per cui ho dovuto iniziare a leggere le etichette dei cosmetici e dei detergenti per evitare di rovinarmi la pelle; da quel momento ho iniziato a rendermi conto che nei prodotti che ci mettiamo in faccia, con cui ci laviamo etc etc c'è pieno pieno pieno di schifezze. E mi sono resa conto delle boiate che dicono nelle pubblicità (prodotti "naturali" in cui negli ingredienti al primo posto c'è Petrolatum, tipo) e di come la gente ci crede, spendendo fior fior di eurini solo per quanto è efficace la pubblicità.
Ultima modifica di mostrillo il 05/12/2013, 12:34, modificato 1 volta in totale.
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05/12/2013, 17:10

gasta ha scritto: Dicevamo.
??!!??
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05/12/2013, 17:17

Mostrillo, per dio, non leggi i post.

Eta ha scritto:
[tt](Per la pubblicità in sé, invece, la personalità n. 2 [idiota] ha declassato la personalità n. 1 [sentimentale]: ma che rompicoglioni 'sta lepre, che l'orso si spari il suo letargo leggenda!)[/tt]
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