Cinema Arci 2009

Le cinéma (abréviation de cinématographe) est une projection visuelle en mouvement, le plus souvent sonorisée.

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I film di febbraio!

CAMPAGNA DI TESSERAMENTO ARCI CREMONA
FEBBRAIO 2009


Giovedì 5 - 21:30 - Cinema - Persepolis M. Satrapi, V. Paronnaud - 2007
Domenica 8 - 21:30 - Cinema - Il vento fa il suo giro G. Diritti - 2005
Giovedì 19 - 21:30 - Cinema - Mon Oncle J. Tati - 1958
Giovedì 26 - 21:30 - Cinema - My Name Is Joe K. Loach - 1998

Luogocomune
Centro Sociale Culturale Arci
Via Speciano, 4 - Cremona
Ingresso con tessera Arci 2009
Ultima modifica di McA il 01/03/2009, 11:40, modificato 1 volta in totale.
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McA
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Dopo l'esordio con lo splendido Persepolis, ecco subito il secondo appuntamento, fissato per domani, domenica 8, sempre alle 21:30.
Il film, Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, è una bella e dura storia di intolleranza, ed è consigliato a tutti gli amanti del Neorealismo ed in generale del cinema italiano di qualità (il film è stato premiato in parecchi festival).

Precede la proiezione una breve introduzione di Giampiero Carotti, autore anche della nuova spettacolare videosigla per Cinema Arci 2009.
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Domani sera, giovedì 19, alle 21:30, terzo appuntamento della rassegna di febbraio.
Mon Oncle, commedia del grande Jacques Tati (1958), nella parte del suo personaggio più celebre, Monsieur Hulot.
Introduce Giampiero Carotti.

Chi viene è Un Genio.
Ultima modifica di McA il 22/02/2009, 22:40, modificato 1 volta in totale.
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snorky
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Giovedì 26, alle 21:30, si chiude la rassegna di febbraio!
My Name Is Joe
K. Loach - 1998

O0
...and if your doorbell rings and nobody's there,that was no Martian....it's Halloween.
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Giovedì 5 marzo - Ore 21:30
Swing
di Tony Gatlif
(Francia, 2002 - 90')

Tony Gatlif prosegue il suo viaggio di esplorazione delle culture nomadi approdando nella "terra" dei manouche. La porta è aperta - e come potrebbe essere altrimenti - da una chitarra: una chitarra che un bambino sulla via dell'adolescenza ottiene barattando il suo walkman. Aperta la porta, Max, il piccolo esploratore di cui si serve Gatlif per costruire il suo racconto, decide di prendere lezioni di musica. Scopre così un grande maestro che gli insegnerà come la musica si lega alla vita, scopre una intera cultura che vive, non vista o al massimo sopportata, a due passi dalla sua comoda e sicura abitazione borghese.
Difficile dire se per Max sarà un salto decisivo: di certo si troverà immerso sino alle ginocchia in un torrente di musica e di vita che renderà indimenticabili le vacanze. Troverà swing, perderà altro, qualcosa si allontanerà da lui galleggiando serenamente.
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Giovedì 12 marzo - Ore 21:30
Il servo di scena
di Peter Yates
(Gran Bretagna, 1983)

Inghilterra 1940, dopo Dunkerque. Scompaginata compagnia teatrale di giro, tra un allarme e l'altro, recita Shakespeare. Il grande capocomico al tramonto è assistito da un fido segretario tuttofare. Teatro in scatola in confezione di gran classe. Peter Yates ha fatto un film che è un appassionato omaggio al teatro e alla sua gente, di ambientazione suggestiva e ritmo serrato. Interpretazione superba di A. Finney e T. Courtenay. Da una pièce di Ronald Harwood, adattata dall'autore.
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Giovedì 19 marzo - Ore 21:30
Orizzonti di gloria
di Stanley Kubrick
Stati Uniti, 1957

Cobb, l'autore del romanzo, si era ispirato ai processi e alle fucilazioni verificatisi in più occasioni sul fronte francese durante la Grande Guerra. Kubrick, sempre teso a rafforzare l'effetto di "realtà" e di "verità", ricostruisce con tale cura l'ambiente bellico da meritare gli elogi di Churchill per quanto riguarda la verosimiglianza storica del film; parecchi giorni li passa a preparare il paesaggio per l'unica breve sequenza di battaglia.

Sul set, Kubrick stupisce i tecnici tedeschi per lo scrupolo minuzioso, per le scene ripetute decine di volte, per come si impone all'operatore, infine per la perizia con cui manovra personalmente una delle sei m.d.p. in azione per le riprese dell'assalto. «Sono arrivato alla conclusione» dichiara anni dopo Kubrick «che la realizzazione di un film è uno dei più difficili problemi organizzativi e amministrativi che si possono dare, a parte le operazioni militari. La guerra produce situazioni molto drammatiche e visivamente interessanti ai fini di una sceneggiatura. In un breve arco di tempo le persone attraversano un fantastico periodo di tensione, il che, in una storia in tempo di pace, sembrerebbe in realtà artificioso e forzato, perché tutto succederebbe troppo rapidamente per essere credibile. Il film di guerra permette quindi di descrivere con straordinaria concisione l'evoluzione di un atteggiamento o di un personaggio. Così i problemi più velocemente si sviluppano fino alle loro conclusioni logiche». Il riferimento spesso fatto ai lunghi carrelli di Lewis Milestone (non solo All'Ovest niente di nuovo, ma anche nella versione anni '30 di Prima pagina) è fuorviante, essendo troppo importanti le differenze: il movimento di Milestone è quasi sempre laterale e funzionale alla descrizione di un percorso nell'ambiente (la redazione del giornale, il campo di battaglia) da parte di un personaggio, descrizione a volte monotona e statica; nel film tratto dal romanzo di Remarque, per esempio, serve a mostrare la contiguità, la vicinanza spaziale degli uomini che si combattono, il loro appartenere a una stessa "terra". Nel film di Kubrick, invece, non c'è quest'umanesimo, non c'è il tedesco con cui si parla da trincea a trincea scambiando la pagnotta: la situazione è molto più cruda, uomini dello stesso Paese che uccidono dei connazionali, e neanche loro sono "fratelli", c'è solo chi ha il potere e chi no.

Il giovane Enrico Ghezzi (non ancora enricoghezzi)
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Giovedì 26 marzo - Ore 21:30
A grande richiesta si replica

Mon Oncle

di Jacques Tati
Francia, 1958
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