David Foster Wallace - Infinite Jest

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sienanza
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09/06/2010, 22:35

BaroneBirra ha scritto:
09/06/2010, 21:36
E chi ha detto che si tratta di un esercizio di stile?
L'ho inteso così dal tuo precedente post... Deduco che ho inteso male.
Puoi rispiegarmi il concetto? Le memorie pastrufaziane non valgono. :)
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BaroneBirra
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10/06/2010, 1:30

È solo che ho sentito parlare di Wallace come un assoluto innovatore della tecnica narrativa, dello stile, dell'ironia, e così via.

Leggendo La scopa del sistema, scorrendo Infinite Jest mi è apparso un grandissimo scrittore, che nelle suddette scelte (stile, narrazione) richiama precedenti illustri.

Non si tratta di un mero esercizio di stile: non c'è un buon libro senza qualcosa che oltrepassi il mero "stilismo".
Ho solo detto, forse troppo perentoriamente, che non si tratta d'un fulmine a ciel sereno, ma di un autore colto che, utilizzando uno stile che già fu proprio della penna di autori magari ormai non troppo letti, appare innovativo essendo invece, a mio giudizio, ben inseribile in un filone "espressionistico".
Come uomo lavoro male.
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10/06/2010, 15:40

BaroneBirra ha scritto:
10/06/2010, 1:30
non si tratta d'un fulmine a ciel sereno, ma di un autore colto che, utilizzando uno stile che già fu proprio della penna di autori magari ormai non troppo letti, appare innovativo essendo invece, a mio giudizio, ben inseribile in un filone "espressionistico".
questa tua tesi trova riscontri tangibili nel recente libro di inediti, anche giovanili, intitolato "Come l'acqua".
grande DFW.
consiglio, se non l'ho già fatto, "Oblio".
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02/07/2010, 12:56

Oggi, venerdì 2 luglio, alle 18:00, alla Libreria Ponchielli (Piazza S.A.M. Zaccaria), tra le altre, c'è una microconferenza su David Foster Wallace a cura di Giuliana Ruberti.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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15/09/2010, 16:15

Twitter di Einaudi Editore ha scritto:Oggi aprono gli archivi di David Foster Wallace. Dopo il link l'elenco delle parole evidenziate nel suo dizionario
What David Foster Wallace Circled in His Dictionary

Il ragazzo si divertiva a segnarsi parole interessanti, che avrebbe poi utilizzato nei suoi libri.

Sempre il migliore. :-*
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14/08/2011, 21:10

Non so nemmeno se abbia senso scriverne.
Perché non ho fatto in tempo a leggere le ultime righe che lo stavo già ricominciando.
Mettete in conto una doppia lettura. Che, se da un lato molti pezzi torneranno al loro posto, si colgono un'infinità di sfumature che in prima battuta il cervello ha catalogato come "non importanti".
Quello che percepisco è che il "non importante" in Infinite Jest non ci sia, non sia previsto.
Non c'è un briciolo di compiacenza nella scrittura, di manierismo.
Tutto ha il suo posto.

Se ci si aspetta da Infinite Jest una trama lineare, lasciate perdere.
E' come avere letto La scopa del sistema e avere la pretesa di raccontare una storia.
Di una storia ce n'è un barlume, ecco. E non sto dicendo che non ci siano portentose relazioni sociali strutturate. I pilastri che reggono solidamente tutta la struttura dell'opera sono altri; ricercare continuamente durante la lettura il "cosa sta succedendo" vuol dire uccidersi pagina dopo pagina, frustrarsi progressivamente.

In Infinite Jest c'è la solitudine descritta come in poche altre pagine.
La dipendenza da qualsivoglia Sostanza, fosse quella delle più svariate droghe, minuziosamente raccontate, che dagli hobby vissuti visceralmente. L'incomunicabilità della Scopa del sistema torna puntuale. Il tennis, la matematica. Qui c'è il distillato di una vita, quella di David Foster Wallace, esposta e vomitata e digerita (forse) una pagina dietro l'altra.

E mentre ne scrivo mi chiedo se lo consiglierei.
Infinite Jest non è un libro semplice. La mole non mi ha mai spaventato, le famose note scritte con un corpo microscopico nemmeno. Ma riconosco che possano spaventare.
E' enorme, una vera storia non c'è.
E' che la lettura porta davvero a uno strano nichilismo, è una discesa agli inferi nella realtà in cui sono calati tutti i personaggi, ognuno in un modo drammaticamente unico.
Non c'è una vera storia che potreste raccontare agli amici. Se avete comprato il libro perché avete letto che si parla di un film che uccide le persone e siete convinti che sia The Ring, beh, mi dispiace molto. Anche se tutto sommato mi viene da ridere un po'.
Ma in realtà non c'è niente da ridere.
Infinite Jest non è una lettura facile o da intrattenimento.
Ciononostante è il più grande intrattenimento che abbia mai vissuto in vita mia.
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15/08/2011, 13:00

Soddisfazione mista a commozione nel leggere la tua puntualissima critica.
Sono lontani i tempi di
gasta ha scritto:
01/12/2006, 9:57
Io sono irrimediabilmente a pagina 300.
e questo non può che farmi enormemente piacere.

Come dicevo, la tua critica mi sembra puntualissima.
Dove parli del libro in sé, in aggiunta a ciò che dici, mi chiedo questo: possiamo dire che l'unico grande tema è l'impossibilità della felicità o del semplice "stare bene"? Mi pare che quello di Infinite Jest sia un mondo dove stanno male tutti.
Riguardo al consigliare il volume, anche qui sono d'accordo. Farlo conoscere/leggere a qualcuno significa assumersi una responsabilità gigante, perché quella lettura, a mio parere, e senza esagerazioni, come leggevo in un brillante commento in rete da parte di un lettore qualsiasi, amplia l'orizzonte mentale del lettore. PER SEMPRE.

E comunque, per finire in toni non troppo pesanti, sono d'accordo anche nel finale.
gasta ha scritto:
14/08/2011, 21:10
Infinite Jest non è una lettura facile o da intrattenimento.
Ciononostante è il più grande intrattenimento che abbia mai vissuto in vita mia.
Certamente, sì.
Io potrei effettivamente decidere di rileggerlo quest'anno, sono già passati tre anni dalla prima lettura. Ma anche questa non è una scelta di poco conto, perché, come dicevo praticamente a tutti, quando leggi Infinite Jest, vuoi SOLO leggere Infinite Jest, e non esci di casa per leggerlo, o torni prima per leggerlo, e non guardi i film per leggerlo, e non ascolti i dischi per leggerlo...

E comunque, vogliamo parlare della partita di Eschaton? ;D
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16/08/2011, 11:47

Ogni personaggio di Infinite Jest sta male. E' vero.
La parte in cui Day parla del suo violino, del nero che gli inonda la testa e che da allora non lo lascia, ecco, io credo che quella sia una descrizione incredibilmente convincente della depressione.
Ma non stanno solo male.
E' che più ripenso al libro e più mi manca.
Eppure ci sono milioni di risposte che non soddisferà.

Hal davvero non parla più arrivato a 18 anni?
Aveva ragione suo padre allora?
L'avete notato l'eredità della Scopa del sistema in Infinite Jest proprio nella parte in cui J.O.I. (strano acronimo per il nome del padre, no?) finge di essere un conversazionista?
E il bicchiere, il contrappasso in cui si ritrova Orin, dopo aver torturato gli scarafaggi?

Infinite Jest è il samizdat definitivo.
Sono d'accordo con McA. Ogni lettura post Infinite Jest sarà un disastro.
Ho iniziato un libro ora e mi rendo conto che non è.
E' un'altra cosa.

Mi rendo conto che parlare in questi termini di un libro possa sembrare eccessivo.
Ma.
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17/08/2011, 16:20

gasta ha scritto:
16/08/2011, 11:47
Eppure ci sono milioni di risposte che non soddisferà.
... e Don Gately con Hal e John Wayne sulla tomba di Lui In Persona?
Me ne accorsi dopo aver concluso il libro e riletto d'un fiato il primo capitolo: ore di ricerche compulsive su forum di flippati alla ricerca di ciò che pensavo mi fosse sfuggito.
E invece è proprio come dici tu, inutile tentare di capire a fondo i fatti.
DFW lascia tracce frammentarie e sparse riguardo a quelle che inizialmente sembrano essere le vicende principali, poi fagocita completamente l'attenzione del lettore con viaggi introspettivi, sprazzi di quotidianità, episodi che risulterebbero secondari in un romanzo "standard".
Questa sua peculiarità mi fa pensare che, al di là delle riconosciute doti letterarie, DFW fosse un inguaribile e simpatico cazzone che adorava far impazzire i lettori in mille modi... ed è anche per questo che ho apprezzato così tanto IJ.

Memo: a settembre dovrebbe uscire The Pale King in Italia.
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17/08/2011, 18:13

Ah, ho ordinato (e dovrebbe arrivarmi dopodomani) What fun life was, un saggio scritto da Filippo Pennacchio su Infinite Jest.
Filippo Pennacchio da quello che capisco è nato a Cremona e questa è l'evoluzione della sua tesi (conseguita allo IULM).

Ho trovato una sua interessante intervista, ne condivido con voi uno stralcio.
Filippo Pennacchio ha scritto:Forse un’opera come Infinite Jest non si può riassumere compiutamente: è per sua natura restia a farsi delimitare. In parte, certo, perché si tratta di un’«opera mondo» – o iperromanzo che dir si voglia –, ricchissima e ambiziosa sotto tutti i punti di vista, ma forse anche perché la sua essenza più intima, il suo sostrato più profondo risulta in certo senso impalpabile, difficilmente penetrabile attraverso un discorso sintetico. Potrei tentare, detto questo, di descrivere tutte le possibili ed eventuali declinazioni e sfaccettature, ma ancora, probabilmente, non sarei riuscito a sintetizzare a dovere lo specifico del romanzo. Fuor di dubbio una cosa è certa: con Infinite Jest Wallace ha realizzato un’opera dal respiro talmente ampio da permettere a noi tutti, in qualche modo, di riconoscerci o di rispecchiarci in essa.
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27/08/2011, 16:16

Il saggio l'ho letto, molto interessante.
Non è una guida o un compendio al libro. E' un'analisi più del mondo letterario in cui inscrivere DFW.

Mi è stato mandato il link a un pezzo che non conoscevo: Calamity Song (del gruppo The Decemberists).
Quando è partito ho avuto la pelle d'oca.

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McA ha scritto:
15/08/2011, 13:00
E comunque, vogliamo parlare della partita di Eschaton? ;D
Ma ci sono riuscito, Ringo, ci sono riuscito, con grande fatica, a trattenere le lacrime. :) :'(
Prossimo disco che comprerò: The Decemberists - The King Is Dead. Non scherzo.
Grazie per la segnalazione.
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28/08/2011, 1:39

incredibile!
qualcuno ha riprodotto la partita di eschaton!
credo che chiunque abbia letto IJ abbia pensato di giocarci
ma riprodurre Quella partita è un colpaccio.
e a farlo sono stati i decemberists, il gruppo che più ho apprezzato nel 2011
grazie gasta, di quore
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28/08/2011, 2:15

Il disco dei The Decemberists l'ho macinato. Ma non pensavo davvero potessero fare un video di questo calibro. Nessuno, in realtà, penso che avrebbe potuto solo immaginare di fare un videoclip musicale che è una citazione di un libro di cui, ok, si è parlato tanto, ma che in fondo non è stato letto proprio da tanti...
Non per fare una sterile polemica, ma vi immaginate proporre il soggetto di un video del genere a una casa discografica italiana?

Ho trovato su vimeo un video realizzato da qualche fan di Infinite Jest.
Sixty Minutes More or Less with Madame Psychosis



Io l'ho goduto non poco.

Ho cercato invano una copia della lettura di 72 ore di Infinite Jest.
Qualcuno ne sa qualcosa?
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29/08/2011, 9:08

gasta ha scritto:
28/08/2011, 2:15
Ho cercato invano una copia della lettura di 72 ore di Infinite Jest.
Qualcuno ne sa qualcosa?
ricordo che l'aveva organizzata Nesi, il traduttore in italiano di Infinite Jest
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29/08/2011, 9:48

Si, ed era stata trasmessa in streaming su un sito rai che non esiste più. Ci sarà qualcuno che la possiede, no?
La voglio infilare nell'ipod.
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15/09/2011, 14:34

imperdibile il racconto che Jonathan Franzen ha dedicato a DFW, dal titolo

Farther Away
“Robinson Crusoe,” David Foster Wallace, and the island of solitude.

apparso sul New Yorker ad aprile e tradotto su Internazionale, n. 912, 26 agosto/1 settembre 2011, col titolo L’isola più lontana.
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31/10/2011, 14:08

DFW in Italia, nel 2006

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