Maggie Smith † Lady Violet Crawley, Contessa Madre di Grantham
Ilford, 28/12/1934 • Londra, 27/09/2024


Ilford, 28/12/1934 • Londra, 27/09/2024

McA ha scritto: 16/09/2024, 18:00James Earl Jones † Attorone
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Il principe cerca moglie - Re Joffy Joffer, sovrano del Regno di Zamunda
C. Caletti, (S)concerti. Risonanze tra punk e scrittura, in AA.VV., 7 Note. Musica e arte contemporanea. Racconto di sette percorsi culturali per giovani curatori e giovani artisti, Cremona-Milano, Centro Fumetto Andrea Pazienza-O barra O edizioni, 2010, p. 56.Carmine Caletti ha scritto:Quando a una tavola rotonda (in senso letterale) inviti una ventina di teste calde, che dovrebbero mettersi a parlare di Punk/Scrittura, puoi stare sicuro: almeno il pericolo “noia” è scongiurato.
Un personaggio come Frate Cesare, che tenderebbe a monopolizzare la scena, deve invece fare i conti con mezza flora punk cremonese, dai melodici Jojo In The Stars (presenti con Zet e CJ) ai teatrali Balotas (al completo, con Dado, Jonny, Andy, Pego e Sara), per finire coi giovanissimi e intransigenti Decadenza (ci sono Gabo e Aro). Nell’altro emisfero del tavolo, il poker d’assi della Sezione Scrittura: Raffaele Ariano, Giovanni Bodini, Leonardo Calvi e Andrea Strazzoni. In mezzo, Michele Bozzetti, Janfree e io. Là in fondo, Michele Ginevra del Centro Fumetto e Cudiel di Cremonapalloza come partecipanti ratificati.
Si parte dalla domanda di Janfree, un «Perché?» rivolto a tutti, e legato agli eventi poco convenzionali che lo staff sparpaglia per la città. A tratti la discussione si fa anche aspra: “collaborazione”, nell’ambito del nostro staff creativo, non significa uniformità di pensiero, anzi: l’opposto. Ariano legge una lettera con cui Domenico Scialoja si scusa per l’assenza, alimentando l’interesse sullo scrittore (ai tempi nessuno sospettava che Scialoja fosse un’invenzione). Bozzetti li incalza: i ragazzi stanno omaggiando Scialoja con i loro eventi, ma perché si nascondono dietro di lui? La truffa continua.
Di là, Frate Cesare interviene sulla scrittura musicale come gesto punk, allo scopo di portare un messaggio. In effetti è quello che i Balotas fanno da sempre, Dado lo specifica: eppure questo messaggio viene spesso travisato, per la scarsa attenzione che il pubblico dedica ai testi, durante i concerti.
«Anche se urli, non ti ascolta nessuno», è la chiusura pessimista di Bozzetti; si riparte però dalla voglia di fare di Zet e dei Jojo In The Stars, per cui musica (e punk) significa buttare fuori ciò che si ha dentro, quattro parole e tre accordi, andare in giro a suonare.
Anche i Decadenza, quando intervengono, lasciano il segno: sono io a stimolarli sul concetto di «Caos non musica», perfettamente a tema con la questione. I testi, dice Gabo, sono al centro di tutto: la musica, possibilmente a velocità furiosa e coi suoni più aggressivi, accompagna ciò che quei testi trasmettono. E far riflettere rimane l’obiettivo generale, senza che questo – certo – escluda il divertimento di suonare, di essere in una band, come può essere faticoso, ma in fin dei conti piacevole, affrontare da lettori un autore ostico ma grandissimo.
Quando – un paio d’ore dopo l’inizio delle danze – il tempo tiranno impone lo stop, la sensazione è che l’incontro sarebbe potuto proseguire ampiamente.