Quadri, una collezione.

Board dedicato principalmente alle gallerie fotografiche, le cartoline, i fotomontaggi e le battaglie di disegno digitale ...
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Moulin Rouge: La Goulue
Moulin Rouge: La Goulue
433px-Maîtres_de_l'affiche_V_3_-_Pl_122_-_Toulouse-Lautrec.jpg (73.28 KiB) Visto 439 volte

Non avevo mai letto o sentito parlare di Toulouse-Lautrec, finché non ho visto Moulin Rouge!, lo straordinario film del 2001 di Baz Luhrmann, in cui il pittore francese era interpretato da un ottimo John Leguizamo.
Una folgorazione.
“Condividere saperi, senza fondare poteri”

Primo Moroni
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Madonna della Cave - Andrea Mantegna
Madonna della Cave - Andrea Mantegna

Sì, il Cristo del Mantegna è uno dei capolavori cliché della Storia dell'Arte, come la Venere di Botticelli, i Girasoli di Van Gogh o la Guernica di Picasso, e giustamente!
Io però, nella mia collezione, ce ne metto un altro di Mantegna: la Madonna delle Cave.
Guardate dietro la Madonna con bambino... No! Non il pur pregevole sperone di roccia. Più in basso, a destra. Li vedete?
Lì! Nella cava! Gli operai che lavorano la roccia e costruiscono colonne e capitelli!
E ancora a sinistra: i contadini, i personaggi in cammino, i pastori con il gregge!
Tutto su una tavola di 32x30 centimetri, poco più di un foglio A4.
E torniamo alla Madonna.
Osservate la sua gamba destra distesa, il piede leggermente alzato per bilanciare il peso del Bambino.
Guardate quale profondità e tridimensionalità questa posizione dona all'intero quadro.
Sì.
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Primo Moroni
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Dal canto mio, continuo a rimanere colpito soprattutto dai quadri che sanno trasmettere alla perfezione lo stato d'animo dei protagonisti e quindi aggiungo alla collezione Ivan il Terribile e suo figlio Ivan il 16 novembre 1581, datato in modo incerto tra anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento, opera del pittore e scultore russo Il'ja Efimovič Repin (1844-1930).

Immagine

Ivan il Terribile ha appena colpito mortalmente il proprio figlio durante una lite e i suoi occhi raccontano in modo fortissimo il suo rimorso.
Se la scena fosse narrata in un graphic novel, lo sceneggiatore farebbe dire al figlicida: «Che... Che cos'ho fatto...».
Ecco il dettaglio sul mezzo volto disperato e sconvolto.

Immagine

Spin off di storia dell'arte: la vita del quadro è violenta quasi come la scena che esso ritrae.

Spin off rock'n'roll: stando a Wikipedia, il figlio Ivan Ivanovič «sembrava crudele come il padre».
Essendo nato il 28 marzo 1554 e morto il 19 novembre 1581 (dopo pochi giorni di agonia), fa parte del Club 27.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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La lattaia - Jan Vermeer
La lattaia - Jan Vermeer

Paesi Bassi, XVII secolo. Per la precisione Delft, detta la Cremona olandese.
Vermeer, misterioso e misconosciuto pittore del luogo, di temi religiosi proprio non vuole sentirne parlare, per nostra fortuna.
La lattaia è il trionfo di un realismo mai fine a sé stesso, che finalmente descrive ed esalta la vita quotidiana delle persone comuni.
Quel latte non smette di scorrere da 350 anni.
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Pablo de Valladolid o Il comico
Pablo de Valladolid o Il comico

Come per altri pittori che ho menzionato nella mia raccolta, anche di Diego Velázquez, pittore di corte durante il Siglo de Oro spagnolo, si potrebbero citare a memoria svariate opere famose o famosissime, come ad esempio Las Meninas, la Venere sdraiata, La resa di Breda...
Io però per questa collezione scelgo questo ritratto di uno dei tanti personaggi di corte immortalati da Velázquez.
Perché?
Innanzitutto perché, di tutti i personaggi da lui ritratti, siano essi nani, buffoni, dame di compagnia, principesse o lo stesso Re, il nostro Diego riesce sempre a scovare e mostrare la parte più profondamente Umana del soggetto, e questo quadro non fa eccezione.
Ma soprattutto perché tra i suoi tanti ritratti eccezionali, che vi invito a scoprire con una rapida ricerca online, questo davvero merita l'attributo di Capolavoro.
La tecnica pittorica, il soggetto e le scelte stilistiche anticipano di duecento anni quello che a sua volta sarà un Capolavoro rivoluzionario: Il Pifferaio di Manet.
Qui ho già parlato di Manet e sia chiaro che lui stesso dichiarò che il suo Pifferaio era stato ispirato da Velázquez, artista che egli definiva "il pittore dei pittori".
Guardate voi stessi:

Immagine
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Sogno di Innocenzo III - Giotto
Sogno di Innocenzo III - Giotto

Giotto sta alla storia dell'arte come Dante a quella della letteratura.
Qualcuno dice che la sua rivoluzione pittorica anticipa il Rinascimento, ma lo trovo un giudizio sbagliato e ingiusto: Giotto è pienamente medievale (come Dante), e la sua grandezza è Universale.
A dimostrazione della mia tesi metto qui un suo quadro che se anticipa qualcosa, allora anticipa più la pittura metafisica di De Chirico, che non il Rinascimento.
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Banchetto nuziale - Pieter Bruegel il Vecchio
Banchetto nuziale - Pieter Bruegel il Vecchio

Da un articolo online del 1998:
La Tecnica della Scuola ha scritto:Al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona si tiene la mostra internazionale “Breughel-Brueghel, tradizione e progresso: una famiglia di pittori fiamminghi tra Cinque e Seicento", allestita dall’Associazione Promozione Iniziative Culturali ed inaugurata lo scorso 25 settembre.
Per la prima volta viene proposta in Italia in modo organico e comparato l’opera dei due figli del famoso pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio. Il percorso espositivo riflette il modo con il quale Pieter Breughel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio hanno appreso l’arte del padre.
La mostra, che si chiuderà il prossimo 20 dicembre, espone circa 70 opere concesse in prestito da importanti musei italiani e stranieri nonché da collezioni private. Per le scuole sono previste tariffe d’ingresso a costi ridotti.
Il quadro che metto in collezione è del padre dei due artisti ospitati da quella mostra, ma è ovvio che quella esposizione mi segnò e credo segnò la città tutta.
Ricordate i manifesti ovunque?
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Q ha scritto: 27/10/2021, 14:14Ricordate i manifesti ovunque?
Ricordo alla perfezione la mostra, ricordo alla perfezione i manifesti e soprattutto ricordo alla perfezione le nostre risatine strozzate e i reciproci sguardi d'intesa nell'apprendere (da chi ne sapeva) la corretta pronuncia olandese, che si può ascoltare qui tra 2:44 e 2:52. Ash e io passammo il resto dell'anno scolastico 1998/99 a pronunciare in modo corretto – ma anche gratuito – e in qualsiasi occasione il cognome dell'importante famiglia di pittori.
Insomma, è senza dubbio l'esposizione che più mi segnò negli anni liceali, a pari merito con Le Ruote Quadrate.
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McA ha scritto: 27/10/2021, 16:00Insomma, è senza dubbio l'esposizione che più mi segnò negli anni liceali, a pari merito con Le Ruote Quadrate.
Tu lo sai che Le Ruote Quadrate è un'esposizione pensata e realizzata a Calitri, vero?
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Q ha scritto: 27/10/2021, 17:48Tu lo sai che Le Ruote Quadrate è un'esposizione pensata e realizzata a Calitri, vero?
Ne avevamo parlato, sì, ed è straordinario.

Nella foto, tratta dal sito ufficiale dell'Associazione ScienzaViva e corredata da un'invasiva didascalia in Comic Sans, ecco apparire, a sinistra, il prof. Gianfranco Ghilardotti, allora preside dello Scientifico, e, più al centro e con bimbo in braccio, la nostra prof.ssa di fisica, Patrizia Di Loreto.
Explainer era un modo cool per definire chi conduceva le visite guidate alla mostra, cioè a dire, dopo breve formazione, le ragazze e i ragazzi stessi.

Immagine

Aggiungo che, se la didascalia dice il vero e la foto è del '99, allora è stata scattata a una replica dell'esposizione, che noi visitammo a Santa Maria della Pietà già nel '97, quando facevamo la seconda liceo. Sempre sul sito si trova la locandina della (presumo) prima mostra cremonese.
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Autoritratto con pelliccia - Albrecht Dürer (1500)
Autoritratto con pelliccia - Albrecht Dürer (1500)

Elenco dei periodi storici in cui abbigliamento da rocker e capelli lunghi sono stati considerati cool:
- anni '30 del primo secolo Dopo Cristo;
- anni '70 del XX secolo;
- anni a cavallo tra XV e XVI secolo.
Albrecht Dürer, pittore tedesco, rappresenta un ottimo esempio di rocker capellone (e molto probabilmente drogato, ça va sans dire) della sua epoca, stile Gesù di Nazareth e Robert Plant.
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Santa Tecla libera la città di Este dalla peste
Santa Tecla libera la città di Este dalla peste

Questo dipinto di Giambattista Tiepolo è del 1759 e ricorda la fine della terribile pestilenza del 1630 (nota anche come peste manzoniana, per ovvie ragioni).
La città sullo sfondo è Este, in provincia di Padova, ritratta con una fedeltà tale da servire anche agli storici e agli urbanisti dei secoli successivi.
La figura in cielo, sulla sinistra, scacciata malamente, è la rappresentazione della peste, in modalità supervillain cacciata dai supereroi.
Le figure sullo sfondo sono monatti, che raccolgono i cadaveri falcidiati dall'epidemia.
La bambina disperata sul corpo della madre morta è la cosa più forte che vedrete oggi.
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