MISSIONE FILLMORE

Tutto ciò che vuoi sapere o dire sulla tua musica preferita o odiata

Moderatore: McA

Avatar utente
Sakamoto
Esperto
Esperto
Messaggi: 398
Iscritto il: 21/02/2003, 23:05
Località: Cremona
Contatta:

29/04/2008, 17:14

Mer 30
DISCOINFERNO
Serata da ballare con i grandi successi proposti dai DISCO INFERNO.

Apertura porte ore 22.00 - Ingresso 8 EURO + prevendita
A seguire: FILLMORE NIGHT  ‘70 – ‘80


Venerdì 02 Maggio
JON OLIVA’S PAIN (From Savatage)
Dalla storica band dei SAVATAGE l’imperdibile live del loro LEADER. La band ormai si è sciolte e il nuovo disco di Jon Oliva è l’occasione per riassaporare quelle atmosfere uniche dei Savatage.
Apertura ore 21.30 – Ingresso 22€
A seguire Fillmore Rock Night

Sabato 03 Maggio
FESTIVAL TENDENZE 2008 – QUARTO ROUND
Il Festival dedicato alle nuove ed emergenti tendenze musicali emiliane fa  di nuovo tappa al FILLMORE. In questo quarto round potremo ascoltare e vedere all’opera:
Next door Noise
Blugrana
Flora
Compagnia d’arte drummatica

Apertura ore 22.00 – Ingresso gratuito
A seguire Fillmore Rock Night
Avatar utente
McA
Moderatore Globale
Moderatore Globale
Messaggi: 5208
Iscritto il: 01/02/2003, 20:08
Località: Cremona
Contatta:

06/05/2008, 11:51

Sakamoto ha scritto:
07/04/2008, 17:44
Ven 11
ELIO E LE STORIE TESE
L'attesissimo reportage!

Elio E Le Storie Tese - Live @ Fillmore

Non era difficile prevederlo: l'11 aprile 2008, un Fillmore da tutto esaurito ha accolto con un'ovazione Elio E Le Storie Tese. L'uscita del nuovo disco in studio, Studentessi (a cinque anni dal precedente, Cicciput), e la recente conduzione del Dopofestival a Sanremo hanno richiamato il pubblico delle grandi occasioni.
L'inizio del concerto è preceduto da una collezione audio di "pubblicità regresso" e altre vaccate assortite (di quelle che girano per il web e danno la svolta alla giornata di svogliati studenti, svogliati lavoratori, svogliati nullafacenti): poi, raggiunta la postazione microfono e bonghi, Elio fissa la parola d'ordine della serata: "elegante". In effetti i sei della band sfoggiano un identico vestiario, decisamente glamour, di giacca, camicia e pantaloni. Ed elegante è l'apertura, che propone proprio un terzetto di brani del nuovo album, fra cui la hit del momento Parco Sempione. Il pezzo, dietro alla divertente coltre polemica realista/demenziale contro i fricchettoni drogati che suonano (male) i bonghi al parco, nasconde un tema ben più sentito: la distruzione del bosco di Gioia decisa dell'amministrazione regionale lombarda (dall'immediato gioco di parole proviene l'idea per la copertina del singolo, nella quale campeggiano due grosse formiche che si nutrono di feci).
In Plafone e Ignudi Fra I Nudisti, ma in generale per tutto il concerto, emerge la cantante Paola Folli, che non abbandona mai il palco, spesso e volentieri doppia Elio, e soprattutto esegue egregiamente le parti femminili presenti su disco. Al sassofono c'è poi Daniele Comoglio, collaboratore a più riprese del gruppo, anche in progetti paralleli. E non c'è da stupirsi se il complessino si circonda di grandi artisti con cui collaborare: ormai è detto e stradetto, ma Elio E Le Storie Tese suonano mostruosamente bene. Attenzione, però: la tecnica, sopraffina, non è mai fine a se stessa. La sensibilità compositiva è così acuta da generare automaticamente belle canzoni, anche fossero strumentali. Penso a Tapparella, pezzo dal testo esilarante e dalla carica irresistibile, supportato da una struttura musicale in cui gli apparenti antipodi pop e prog si amalgamano come fosse la cosa più naturale del mondo. A tutto questo si pensa col mal di braccia, perdendosi nel battimani finale coordinato del coro «Forza Panino», che ogni volta sembra allungarsi di un po', e nell'assolo di chitarra di Cesareo.
La coppia di tastieristi formata da Rocco Tanica e Jantoman si cimenta in ben più di semplici accompagnamenti o sporadici assoli: il nucleo comico di tante canzoni sta in gran parte nella presenza di campionamenti, nell'uso geniale della voce sintetizzata, per non parlare dell'efficacia puramente cabarettistica del duo Elio-Rocco.
La straordinaria qualità della sezione ritmica è esaltata dal medley di pezzi da ballare: Pipppero / La Chanson / Discomusic / Born To Be Abramo. Mangoni, strepitoso, cambia travestimento alla velocità del fulmine, ma si è continuamente catturati dalle incredibili linee di basso di Faso e dalla metronomica fantasia di Christian Meyer, due veri fuoriclasse che fanno sembrare facili cose difficilissime e che già da soli farebbero la fortuna di qualsiasi gruppo, in qualunque ambito musicale.
Atri nuovi brani: Gargaroz, Heavy Samba, Il Congresso Delle Parti Molli e Suicidio A Sorpresa, in cui Mangoni interpreta l'adolescente Lucio, appassionato di death metal e black metal. Poi, la classicissima Supergiovane, ancora con Mangoni protagonista di un'arrampicata sulle americane a lato palco e di un improvviso stage diving nel quale si sfiora il dramma: varie persone si scostano, e l'architetto ha un mezzo impatto col suolo, fortunatamente senza conseguenze. Molto elegante, per rimanere fedeli alla parola d'ordine della serata, è l'esecuzione in chiusura della rossiniana Largo Al Factotum, con l'ovvio troncamento del nome del barbiere Figaro, ripetuto a iosa. Nel bis spicca anche Il Mio Amico, ossia l'allegro rifacimento di una recente canzonetta melodica sanremese, dal testo involontariamente demenziale: versi come «E a chi dice che non sei normale / Tu non piangere su quello che non sei» e soprattutto «Se il cuore batte forte / Dà vita a quella morte / Che vive dentro te» non sono a cura di Elio, bensì fanno davvero parte del brano originale! Del resto, siamo di fronte ai Re Mida della musica: anche le peggiori canzonette melodiche, in mano ad Elio E Le Storie Tese, diventano oro. Applausi!

McA
Sakamoto ha scritto:
21/04/2008, 17:03
Ven 25
THE TRASHMEN + THE NEANDERTHALS + RAY DAYTONA AND GOOGOOBOMBOS
L'imperdibile reportage!

Kings Of The Surf
Ultima modifica di McA il 16/11/2008, 11:51, modificato 1 volta in totale.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
Avatar utente
Sakamoto
Esperto
Esperto
Messaggi: 398
Iscritto il: 21/02/2003, 23:05
Località: Cremona
Contatta:

07/05/2008, 15:30

Grande McA!!!

Sabato 10 Maggio
TRICARICO
presentazione del Nuovo Album!!

Il pubblico lo ha conosciuto qualche anno fa con l’improvviso, travolgente successo del brano “Io sono Francesco”, ma è l’ultimo Festival di Sanremo che consacra definitivamente Tricarico  tra le realtà più interessanti della nuova canzone d’autore italiana.  Tricarico si impone  come una delle più originali e intense personalità artistiche della manifestazione e con il brano “Vita tranquilla” vince il Premio della Critica. Subito dopo, il suo album “Giglio” inizia a scalare le classifiche e si mantiene tuttora tra i più venduti.

A coronare questo momento artistico particolarmente vivace, arriva ora il tour,  che ha preso il via il 30 aprile da  Firenze (Viper Theatre). I concerti  si tengono per la maggior parte nei club, in quella dimensione, cioè, che consente di cogliere pienamente le innumerevoli sfumature della musica di Tricarico. Non manca comunque il contatto con ‘la piazza’, come nel già annunciato concerto del Primo Maggio, che lo ha visto tra gli ospiti più attesi.

La ‘scaletta’ dei concerti si snoda soprattutto tra i brani dell’ultimo album “Giglio”, ma c’è spazio anche per “Io sono Francesco”, e altre canzoni dagli album  “Tricarico” e “Frescobaldo nel recinto”.

Sul palco, Tricarico sarà accompagnato da Mao Granata alla batteria, Michele Fazio alle tastiere, Aurelio De Santis alla chitarra, Steve De Santis al basso, Fabrizio Fabri Chiarelli alla chitarra.

Il tour, prodotto da “Cose di Musica, prosegue fino a settembre, toccando rassegne e festival. Aggiornamenti e informazioni sono disponibili sul sito http://www.cosedimusica.it.

Questo il calendario relativo alla prima fase del tour:

30 aprile 2008    FIRENZE - VIPER THEATRE
01 maggio 2008    ROMA - PIAZZA SAN GIOVANNI
04 maggio 2008    REGGIO EMILIA - PIAZZA PRAMPOLINI
05 maggio 2008    ROMA - CIRCOLO DEGLI ARTISTI
08 maggio 2008    CAMPOBASSO - BLUE NOTE
10 maggio 2008    CORTEMAGGIORE (PC) - FILLMORE CLUB
15 maggio 2008    RONCADE (TV) - NEW AGE
17 maggio 2008    ALBA (CN) - RITUAL
22 maggio 2008    SETTIMO TORINESE (TO) - LA SUONERIA

SITO WEB UFFICIALE: www.myspace.com/officialtricarico 

Apertura ore 21.30 – Ingresso 12€ - A seguire Fillmore Rock Night

Per maggiori informazioni: www.fillmore.it e www.myspace.com/fillmorecortemaggiore
Avatar utente
eddieobrien
Novizio
Novizio
Messaggi: 47
Iscritto il: 17/01/2006, 19:49

15/11/2008, 15:50

deduco che la missione fillmore sia fallita...
infatti degli ultimi concerti, che non erano proprio i più provinciali che ci potessero essere, zero segnalazione...
just because you're paranoid, it doesn't mean they're not after you
Avatar utente
unanota
Leggenda
Leggenda
Messaggi: 1693
Iscritto il: 19/10/2005, 21:55
Località: milano/cremona
Contatta:

17/11/2008, 0:17

Ti riferisci ai grandi Sonata Arctica?
...delle chitarre che non fanno più cheke-cheke ma fuzz-fuzz.

MIODI.BLOGSPOT.COM /// ROCKIT.IT/MIODI
Avatar utente
McA
Moderatore Globale
Moderatore Globale
Messaggi: 5208
Iscritto il: 01/02/2003, 20:08
Località: Cremona
Contatta:

05/12/2008, 19:20

Stasera!
Solo per fusi di testa!
Ash e io ci siamo!
Venerdì 5 dicembre
MOLLY HATCHET
Da Jacksonville, Florida, i grandi protagonisti del southern rock americano. Tornano con il loro rock'n'roll, voce possente, ritmica essenziale: gli ingredienti che hanno caratterizzato una carriera con il loro sporco e verace rock. In scaletta canzoni leggendarie come Flirtin' With Disaster, Fall Of Peacemakers e Whiskey Man.
Apertura porte: ore 21:30
Ingresso: 23 €
C'MON BABY, LET THE GOOD TIMES ROLL!!!

Immagine
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
Avatar utente
McA
Moderatore Globale
Moderatore Globale
Messaggi: 5208
Iscritto il: 01/02/2003, 20:08
Località: Cremona
Contatta:

10/12/2008, 14:05

Molly Hatchet - Live @ Fillmore

Se il concerto dei Molly Hatchet si fosse tenuto anche solo una settimana prima, io l'avrei perso. E non per altri impegni, ma semplicemente perché fino a venerdì 28 novembre i Molly Hatchet erano per me solo uno dei tanti nomi del rock che non avevo mai preso in considerazione. E faccio pubblica ammenda di ciò.
Sabato 29 capita invece che il mio super amico Ash mi regali (in vinile!) il loro lp del '79 Flirtin' With Disaster, probabilmente il loro migliore disco in assoluto. La copertina trarrebbe in inganno chiunque: il dio nordico Thor brandisce minaccioso un'ascia insanguinata calpestando resti umani ossei. Insomma, si potrebbe pensare di avere a che fare con un gruppo epic metal. Macché: messo il disco sul piatto, dal fruscio dello scassone Radiomarelli portatile che mi vanto di possedere (un vero capolavoro di modernariato) emerge il più alcolico e ignorante southern rock pompato a mille che sia mai transitato per i miei timpani.
In settimana, dunque, ascolto a ripetizione il disco fino a svilupparne una sana dipendenza. L'incredibile - qui c'è lo zampino del Dio del rock'n'roll - si verifica alla mezzanotte tra giovedì 4 e venerdì 5 dicembre: ricevo una telefonata dalla mia ragazza, che negli ultimi giorni ha dovuto sorbirsi la mia crescente mania hatchetiana, e per caso ha appena letto un provvidenziale trafiletto sulla stampa locale.
«Ma tu sai che domani sera i Molly Hatchet suonano al Fillmore?».
Rimango lì immobile al cellulare, nel silenzio della mia camera, con la faccia di un alunno impreparato che temporeggia fingendo di ragionare su una risposta che non conosce. Quando riacquisisco parzialmente le facoltà comunicative, ringrazio la donna per l'illuminante segnalazione e, ventuno ore dopo, Ash ed io siamo sulla sua Panda rossa in direzione Cortemaggiore.
Il pubblico è composto principalmente da motorocker e fusi di testa, e nella sua composizione è quanto di meno cool si possa immaginare: maschi di mezza età, oscillanti fra il grassottello e il ciccione andante; chiome rade e/o ingrigite; barbe imponenti; zero ragazzini (i più giovani, fra cui noi, superano il quarto di secolo); una femmina ogni mille paganti. Una data per appassionati, nerd del rock tipo me e pochi altri. Coi gomiti sulla transenna siamo belli comodi, possiamo appoggiare le birre direttamente sul palco. Alle nostre spalle, durante l'attesa, il Fillmore si riempie a buoni livelli.
Alle dieci e mezza attacca il gruppo di supporto: i bolognesi Markonee ci offrono tre quarti d'ora di ottimo hard rock grosso e martellante, con influenze heavy. Il più navigato della band è il chitarrista solista Stefano Peresson, che sfoggia delle Converse da basket con la fantasia a teschi e fa l'assolo in tapping scroccandomi un sorso di birra mentre io piazzo l'indice su un tasto a caso della sua chitarra e lui mi regala il plettro (ok, non tutto così contemporaneamente). Gabriele Gozzi, il cantante, dispiega alla grande la sua voce alta e pulita; Carlo Bevilacqua è un chitarrista ritmico da sballo (e che presenza scenica! E che pantaloni di pelle a zampa!). Mi piace pensare che siano il basso granitico di J.J. Frati e la batteria al tritolo di Ivano Zanotti (cresta e maglietta di Pac-Man!) a generare la scossa sismica che fa crollare un paio di testate dal muro di amplificatori Marshall a fondo palco. Christian e gli altri solerti roadie sistemano tutto a tempo zero. Tra cori (c'è anche la canzone omonima) ed applausi, l'esibizione dei Markonee volge al termine.
È quasi mezzanotte quando, finalmente, un faro si dirige sull'enorme telo con il logo dei Molly Hatchet, e il sestetto di Jacksonville, Florida, fa il suo ingresso in scena. L'ovazione dei rocker sotto il palco ha un'altra impennata perché si parte subito con un pezzo storico, Whiskey Man, che è anche la canzone che apre Flirtin' With Disaster! C'è già dell'amore nell'aria. La prima cosa che mi balza agli occhi è che, età avanzata nonostante, i ragazzi sono dei capelloni paurosi (a parte John Galvin, il tastierista). Purtroppo sono quasi tutti sformati da quell'obesità tipicamente americana, frutto di decenni di cibo spazzatura più che di eccessi da rocker. Si salva quel fico invecchiato bene del bassista, Tim Lindsey, che ha fatto parte nientemeno che dei Lynyrd Skynyrd, le leggende del southern rock, e ha i jeans dentro un paio di stivali zebrati che rivendicano orgoglio tamarro. L'unico ancora nel gruppo dai giorni di gloria di fine anni '70 è Dave Hlubek, chitarrista ritmico, il più oversize, mentre il solista Bobby Ingram porta una permanente bionda e cotonata che farebbe invidia a Joey Tempest degli Europe, ostentandola col coraggio di un ultracinquantenne panzone (troppo facile esagerare coi capelli solo quando si è giovani e belli e truccati e con gli addominali a tartaruga). Il batterista Shawn Beamer, per non essere da meno, si è munito di un ventilatore supersonico che, puntato sulla faccia, fa volare la sua chioma color grano tutto attorno alla testa, come la criniera di un leone. Resta il cantante, Phil McCormack, un vero soggetto da localaccio americano: presenza che intimorisce, baffi a manubrio, lunghi capelli dorati, volto segnato più o meno da tutto, voce rotta e grezza. In un minuto di saluti di presentazione ha già detto quattordici volte «Fuckin'» e nove volte «Hell yeah!», facendocelo ripetere in coro. Se secondo lui non facciamo abbastanza casino si indispone, e quando infine ululiamo come dei lupi mannari ci dà la sua benedizione: «Now you know what I'm fuckin' talkin' about» (o qualcosa del genere). I pezzi scorrono uno dopo l'altro come un flusso continuo: di roba dall'unico disco che conosco neanche l'ombra, ma chi se ne frega: ogni canzone è gioia assoluta. Bobby Ingram infila una serie di assoli lunghissimi, uno più bello dell'altro, sulla sua splendida PRS Custom Sunburst con i segnatasti a sagoma di volatili. Il volume generale è impressionante, e questo va a scapito di Phil McCormack, la cui voce fatica ad imporsi sugli altri strumenti. È soprattutto Bobby Ingram ad avere un suono davvero altissimo, ma gli perdono l'egocentrismo, visto che è un asso della sei corde. I suoi plettri volano a ripetizione, come dei boomerang, ed uno lo agguanto io. McCormack dedica un pezzo a tanti grandi rocker del passato, da Elvis Presley a Mitch Mitchell, scomparso poche settimane fa, batterista di Jimi Hendrix. Come in tutti i veri concerti di classic rock, cantante e chitarristi si eclissano dal palco in un paio di occasioni, per lasciare spazio ad un assolo di batteria prima e ad un intermezzo di tastiere poi. Ma i ragazzi hanno voglia di divertirsi: i quattro in prima linea si mettono in fila a fronte palco, muovendo a tempo su e giù microfono, chitarre e basso. Oppure, mentre Ingram fa viaggiare le dita a razzo sulla chitarra, McCormack («We're proud to be americans!») gli sventola alle spalle la bandiera degli Stati Confederati, quella che in teoria sarebbe oggi la bandiera americana se centoquarantatrè anni fa avessero vinto i grigi del generale Lee anziché le giacche blu di Custer (il mondo sarebbe un posto ancora peggiore. Preferisco mettermi i paraocchi ed interpretare la bandiera sudista solo come un simbolo di ribellione romantica al potere ufficiale, sorvolando sul fatto che nacque come stendardo sotto il quale si riunirono un mucchio di stronzi fanatici ottusi razzisti che nel cervello avevano la convinzione che fosse giusto schiavizzare i neri, e nel fegato le prove inconfutabili di un serio problema con la bottiglia). Lo strepitoso bis si apre con la cover di uno dei classici dei Lynyrd Skynyrd, la stupenda ballata Free Bird. Bobby Ingram, che intanto ha cambiato chitarra sfoderando una Epiphone Explorer, è assoluto protagonista, prima con il commovente riff in slide durante le strofe, poi con l'oceanica cavalcata finale, un assolo interminabile, eseguito a velocità vertiginosa, ma allo stesso tempo profondamente emozionante, che esalta la magia di tutta la serata. La chiusura è riservata alla title track del 33 giri che ha fatto da colonna sonora alla mia settimana: Flirtin' With Disaster! La gente aspettava soprattutto questo pezzo: cantiamo in tanti, la band è all'apice, chiusura col botto, inchino.
Nel backstage facciamo la conoscenza del cantante dei Markonee, che ci spiega che leggenda vuole che il nome del gruppo sia stato ispirato da Zakk Wilde (!), poi catturiamo quasi tutti i Molly Hatchet per un saluto e una fotografia insieme. Lo scatto più importante è proprio quello con Dave Hlubek, che durante il concerto se n'è stato spesso in disparte, la sigaretta accesa infilata nella paletta della chitarra, quasi a non voler far pesare il fatto di essere l'unico membro fondatore ancora nel gruppo. La sua stretta di mano e il suo sorriso bonario fissato dal flash rivelano, dopo tanti anni, l'ancora integra passione per il mestiere. Lo ringrazio per il meraviglioso concerto e mi ringrazia a sua volta, guardandomi negli occhi. Grandissimo Dave, e grandissimi Molly Hatchet. Anche se la loro era è tramontata da un pezzo, si è pur sempre trattato di un tramonto scintillante, uno di quelli che a fine giornata si possono ammirare all'orizzonte, giù negli Stati del Sud.

McA
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
Avatar utente
chiarezza
Leggenda
Leggenda
Messaggi: 1805
Iscritto il: 06/02/2008, 15:30

05/01/2010, 15:15

Bah... ma che sito ha il Fillmore adesso?!

www.fillmore.it
Avatar utente
country4oldman
Pratico
Pratico
Messaggi: 103
Iscritto il: 24/09/2008, 17:26

05/01/2010, 15:23

ha chiuso!!!!
è rimasto l'ultimo live fatto, solo come sala in affitto!!!
se tutti i musicisti o pseudo tali( compreso lo scrivente!) andassero ai concerti i locali non chiuderebbero!
troppi artisti e pochi uomini!! la sconfitta della cultura stessa! annientare la curiosità del proprio pubblico!!
Antonio Cigurini
Avatar utente
chiarezza
Leggenda
Leggenda
Messaggi: 1805
Iscritto il: 06/02/2008, 15:30

05/01/2010, 15:26

Quindi... fine?
Avatar utente
Jusbiland
Leggenda
Leggenda
Messaggi: 1414
Iscritto il: 14/08/2006, 17:44

05/01/2010, 16:51

dovrebbero suonarci i Balotas.....non ho mai visto nessuno attirare attenzione come loro!!!!

Se non li guardi ti frustano!!!!
hahahaha
Avatar utente
gasta
Leggenda
Leggenda
Messaggi: 5236
Iscritto il: 17/03/2005, 20:51
Località: Cremona
Contatta:

05/01/2010, 18:48

Ma che cagada, country4oldman!
Perche' dovrei andare a spendere dei soldi per vedere dei gruppi che non mi piacciono?
Per supportare la musica?
E allora, se volete supportare la musica, mandatemi un bell'assegno a casa ogni mese che suono la chitarrina per voi!

Il fillmore ha sempre funzionato egregiamente, per anni. Io in prima persona sono sempre andato a vedere una marea di concerti, tutti - ovviamente - che mi interessavano parecchio.
Ma e' la programmazione che fa di un locale un BEL LOCALE. Non la birra, non la gente. Ma la programmazione.
Se tre giorni a settimana ci sono cover band, me ghe vo mia.
E se ci sono i Sallamadonna, me ghe vo mia.

Vorrei ricordarvi del Cammello Rosso 2005 e come, con pochi soldi e tanto amore, il nostro Allo e' stato in grado di fare una programmazione PAZZESCA riempiendo il beneamato piazzale, ogni sera.

Ribadisco: se il locale fallisce non e' per colpa della cattiva volonta' del pubblico...
il belloso
Leggenda
Leggenda
Messaggi: 1206
Iscritto il: 13/02/2006, 16:51
Località: Milano / Cremona
Contatta:

05/01/2010, 19:16

concordo con gasta, al di là del caso specifico (fillmore) se un locale chiude è perché non è stato in grado di soddisfare i gusti e le richieste del suo pubblico potenziale, ghè mia bale
"I fatti?" proferì nuovamente. "Signor Franklin, prenda ancora un sorso di groge si riprenderà dalla debolezza di credere ai fatti! Gioco sleale, signore!"
(Wilkie Collins, La pietra di luna)

Pre-sabbatical time post:
il belloso ha scritto:
26/04/2013, 10:59
jami ha scritto: spegni il computer e riaccendilo
amo jami
20130909-20180919 sabbatical time
Avatar utente
country4oldman
Pratico
Pratico
Messaggi: 103
Iscritto il: 24/09/2008, 17:26

06/01/2010, 14:17

e infatti sostengo la stessa cosa che argomentate voi due!
se al pubblico la proposta è scadente ovvio che il locale chiuderà per assenza di persone.

è altrettanto vero che molti di quelli che si sentono musicisti illuminati,indie(oti) a volte, se non sono loro sul palco ,trovano  chi ci sta sopra il + delle volte scadente.

sul sostegno alla musica con assegni, concordo che provvedimenti legislativi quali riduzione dell'IVA , imposizione alle radio di diffusione del 60% di musica italiana( vedi legge francese) aiuterebbero in modo strutturale il mondo della musica italiana di qualità a crescere e radicarsi in un pubblico + vasto.

....ma comunque stiamo parlando delle rane fritte.
Questo Paese è alla definitiva agonia culturale sui principi fondamentali di convivenza e civiltà...quindi pensatela come volete.
amen
Ultima modifica di country4oldman il 06/01/2010, 14:35, modificato 1 volta in totale.
Antonio Cigurini
Avatar utente
country4oldman
Pratico
Pratico
Messaggi: 103
Iscritto il: 24/09/2008, 17:26

06/01/2010, 14:35

cioè, è da zero che bisogna ripartire!
Antonio Cigurini
Ash
Associazione
Associazione
Messaggi: 871
Iscritto il: 14/03/2008, 11:10

06/01/2010, 14:37

tipo prendere in gestione il fillmore?
Avatar utente
country4oldman
Pratico
Pratico
Messaggi: 103
Iscritto il: 24/09/2008, 17:26

06/01/2010, 14:49

geniale!

mi metto subito in moto.
Antonio Cigurini
Avatar utente
bazooka
Pratico
Pratico
Messaggi: 131
Iscritto il: 05/09/2005, 13:01

06/01/2010, 22:50

se qualcuno vuole davvero far risorgere il fillmore, io ci sto.
io mi sento libero, tu mi piaci cacca.
Avatar utente
chiarezza
Leggenda
Leggenda
Messaggi: 1805
Iscritto il: 06/02/2008, 15:30

07/01/2010, 8:32

Anch'io, così cambio lavoro, se dio vuole.
Avatar utente
wicci
Pratico
Pratico
Messaggi: 186
Iscritto il: 21/01/2008, 16:57
Località: cremona

07/01/2010, 17:27

..il cammello rosso... (8P)

bravissimo Allo! :)
Rispondi