L'ultimo libro che ho letto è...

Se vuoi fare il ciutto, è qui che devi scrivere.
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chiarezza
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"Nemico, amico, amante..." di Alice Munro, scrittrice canadese.
Sono otto racconti, mi è piaciuto molto.
I suoi racconti indagano le relazioni umane analizzate attraverso la lente della vita quotidiana. Sebbene la maggior parte delle sue storie sia ambientata nel Southwestern Ontario, la sua fama come scrittrice di racconti è internazionale.
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Kappo
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robymm8 ha scritto: 14/12/2009, 14:51Stephen King - L'uomo in fuga
Ne è stato tratto anche un film, L'implacabile, con Arnold Schwarzenegger
Ultima modifica di Kappo il 12/01/2010, 18:56, modificato 1 volta in totale.
Non esistono domande stupide. Solo le risposte possono esserlo.
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BaroneBirra
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Valerio Magrelli, Ora serrata retinae, Milano, Mondadori, 1980.

L'esordio di uno dei maggiori poeti contemporanei.

Ora serrata retinae, ovvero il punto a mezzo tra l'occhio che vede e quello che non vede.


Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.
Come uomo lavoro male.
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labbio
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joaopinta ha scritto: 06/11/2009, 15:27Stieg Larsson - Uomini che odiano le donne

Bel mattonazzo giallo: uno dei tipici libri a cui si mangiano le pagine per vedere come vanno a finire.
Per niente scontato e ricco di colpi di scena che emozionano.
Seguono altri due volumi (che completano la trilogia Millennium).
Io lo consiglio vivamente.
Quoto e consiglio anche gli altri due (La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta).
Due tomi, siamo nell'ordine delle 700 pagine per entrambi, ma volano via. Da leggere uno dietro l'altro perché il secondo capitolo termina lasciando alcuni punti in sospeso che troveranno soluzione solo nel terzo e ultimo libro.
Non fate il mio stesso errore. Non leggete la sinossi in quarta di copertina del terzo volume prima di aver completato il secondo.
Ultima modifica di labbio il 12/01/2010, 8:32, modificato 1 volta in totale.
Tranquillo, penso a tutto io
Dicono di me: "un rompicoglioni fuori scala, un vero professionista della noia". Siete avvisati.
Non è una frisona
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L'ultimo libro che ho letto e' John Greene - Città di carta.
Bello bello, si riconferma un ottimo scrittore per ragazzi.
Ma Cercando Alaska rimane al primo posto.

E da entrambi si faranno dei film... Alaska dovrebbe uscire quest'anno!
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ALTAI - wu ming-

se avete letto Q è d'obbligo
se non l'avete letto siete dei 'nioranti.
leggetelo.
tutti e due.
sì, leggetelo tutti e due.
...it's only your mind, you know...

L'uomo capisce tutto.
Tranne le cose perfettamente semplici.

errare è umano, correggere lecito, cliccare invia prima d’aver ricontrollato è ma porca tr°i@ che figura di m.rd@.
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L'IDIOTA, di Dostoevskij

Classicone: oltre alla bellezza della vicenda trattata, come al solito, irresistibili le sue descrizioni dello sfaccettato mondo interiore dei personaggi.
Purtroppo non l'ho letto in continuità e ho perso qualcosa.
Ultima modifica di mik il 13/01/2010, 14:41, modificato 1 volta in totale.
.Eta.

...Il tuo post cade a fagiulo: dopo anni che persone di cui mi fido ciecamente (non che altrimenti ci fossero tantissimi dubbi!) mi incitavano, finalmente l'ho comprato. Ho bisogno di Ottocento.
Ultima modifica di .Eta. il 14/01/2010, 1:44, modificato 1 volta in totale.
mik
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Buono! secondo me con Fèdor non si sbaglia mai! O0
La mia prossima sua lettura sarà Memorie dal Sottosuolo!
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McA
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Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio
a cura di Alessandro Leogrande

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Nuova raccolta di racconti della minimum fax che si apre con Un pomeriggio allo Zini di Andrea Cisi. Ma tutto il libro è meritevole, da Luca Mastrantonio, che traccia la parabola del Milan di Berlusconi, a Francesco Pacifico e il suo Mario Balotelli: una visita guidata.

Paolo Sorrentino - Hanno tutti ragione

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La vita, narrata in prima persona, di Tony Pagoda, sostanzialmente lo stesso personaggio del film L'uomo in più (lì si chiamava Tony Pisapia).
Che dire: bello. Un piccolo Il Lercio italiano.
Però Sorrentino rimane più bravo a scrivere i film che i libri. E bene così.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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Sgt.Pepper
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Di solito non amo, ma, dal momento che se ne era parlato...
Stanley Kubrick - Fotografie 1945-1950

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Le prime venti pagine di introduzione sono molto interessanti, soprattutto in previsione di Fear And Desire, Killer's Kiss, The Killing.
Ultima modifica di McA il 18/07/2011, 20:05, modificato 1 volta in totale.
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Sgt.Pepper ha scritto: 27/04/2010, 16:58Stanley Kubrick - Fotografie 1945-1950
Il fattore decisivo è: le fotografie sono impaginate bene?
Formato rispettoso dell'originale? Nessuna didascalia direttamente sull'immagine?
Se sì, lo compro.
Se no, me lo presti. :-*
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Sgt.Pepper
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Tu sei un amante razionale, io sono feticista ossessivo, entrambi siamo poveri ma entrambi poggiamo su una compagna che non direbbe mai di no. Non spendiamo capitali in birra o in aperitivi e il dio del Cinema ci benedice da parecchi anni sollevandoci da gabelle culturali. Sul catalogo poi è scritto: prima edizione aprile 2010. La cosa mi piace: è una questione di bilanci emotivi e pratici.
Tagliando corto: 35.00 euro alla mostra e 45.00 euro in libreria.

Punto primo, il catalogo è Giunti (oh mio dio), anzi, Giunti Arte che è più raffinata. Vabbè.
Il formato è rispettato s'intende e non vi sono scritte se non all'inizio di ogni sezione. Le fotografie sono tutte tratte dai negativi originali quindi il processo dovrebbe essere attraverso lastre di vetro e infatti la resa sulla carta semiopaca è buona. Però non è certo F.M. Ricci o Alinari.
Come tutti i cataloghi sponsorizzati da un ente pubblico sono drammaticamente presenti le 200 battute del Sindaco e del suo Assessore alla Cultura. Wikipedia.
Il vero dr(e)ama riguarda le ultime tre sezioni, Rocky Graziano ora è un bravo ragazzo, Hot Dixieland Jazz e Montgomery Clift uno scapolo alla moda, che per motivi di spazio sono state stampate in formato provini. Il problema dello spazio/costo è molto vincolante ed è evidente, ma forse queste ultime tre sezioni, soprattutto Rocky Graziano ora è un bravo ragazzo, in rapporto all'imminente Day of the Fight (1951), non sarebbero dovute diventare dieci pagine con dieci fotogrammi l'una. Anche perché spesso il binomio fotografo-cineasta è sottolineato dai curatori della mostra (si tratta soltanto di pose).
I testi di corredo sono interessanti ed esulano completamente dalla carriera successiva anche se a volte indulgono in discorsi artistici forse un po' forzati.

McA, non so che dirti. Sicuramente è un bel libro ma poteva essere molto meglio.
Ultima modifica di Sgt.Pepper il 28/04/2010, 18:37, modificato 1 volta in totale.
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Sgt.Pepper ha scritto: 28/04/2010, 13:42Tu sei un amante razionale, io sono feticista ossessivo, entrambi siamo poveri ma entrambi poggiamo su una compagna che non direbbe mai di no. Non spendiamo capitali in birra o in aperitivi e il dio del Cinema ci benedice da parecchi anni sollevandoci da gabelle culturali.
Amo questa introduzione e non ne faccio mistero, certo è che su Stanley divento ossessivo come pochi.
In ogni caso grazie per la minirecensione di pubblica utilità, tutto sommato sono lo stesso più sul "sì" che sul "no".
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A un cerbiatto somiglia il mio amore
di David Grossman.

Allora...dopo 800 pagine, posso dire che mi è piaciuto.
Parecchio.
E' un libro molto intenso, un libro sull'amore totalizzante...fra amici, fra amanti, fra genitori e figli.
Un amore viscerale e violento...al di là di ogni logica.
Un libro sugli orrori della guerra e le sue infinite contraddizioni.

Il libro è altalenante...a volte lentissimo, altre veloce, in un susseguirsi di salti fra presente e passato.

Forse un 200 pagine di troppo...in alcuni momenti il libro si ferma, in un'analisi maniacale dei dettagli...e questo, secondo me, penalizza un po' la narrazione...ma resta un libro da leggere.
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McA
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... Tanto per cambiare, di David Foster Wallace.

Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più

Il libro italiano è la seconda parte del volume americano A Supposedly Fun Thing I'll Never Do Again, che in Italia è stato spezzato in Una cosa divertente che non farò mai più, e, appunto, quest'altro volume.

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Ecco i titoli dei sei saggi contenuti.

• TENNIS, TRIGONOMETRIA, TORNADO
• E UNIBUS PLURAM: GLI SCRITTORI AMERICANI E LA TELEVISIONE
• INVADENTI EVASIONI
• CHE ESAGERAZIONE
• DAVID LYNCH NON PERDE LA TESTA
• L’ABILITÀ PROFESSIONISTICA DEL TENNISTA MICHAEL JOYCE COME PARADIGMA DI UNA SERIE DI COSE TIPO LA SCELTA, LA LIBERTÀ, I LIMITI, LA GIOIA, L’ASSURDITÀ E LA COMPLETEZZA DELL’ESSERE UMANO

Fatto salvo Che esagerazione, di cui non ho assolutamente capito un c@xxo, se non che parla del post-strutturalismo, o decostruzionismo che dir si voglia, e che, nonostante gli studi in Comunicazione, mi appare ostico anzichenò, e sul quale quindi non mi esprimo, riservandomi un giudizio futuro previa rilettura, ritengo che gli altri cinque saggi confermino, se mai ce ne fosse bisogno, che David Foster Wallace è Il Più Grande di Tutti, e che c'è solo da disperarsi al pensiero che un giorno ne avremo letto l'opera omnia, e non ci sarà altro di Suo da leggere.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
il belloso
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2 ore fa ero a Kottayam.
Salgo sul bus che mi porta a Ernakulam, apro il libro e Velutha e' appena stato "arrestato" dalla polizia.
Di Kottayam.
Fantastico.
"Il dio delle piccole cose"
"I fatti?" proferì nuovamente. "Signor Franklin, prenda ancora un sorso di groge si riprenderà dalla debolezza di credere ai fatti! Gioco sleale, signore!"
(Wilkie Collins, La pietra di luna)

Pre-sabbatical time post:
il belloso ha scritto: 26/04/2013, 10:59
jami ha scritto: spegni il computer e riaccendilo
amo jami
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McA ha scritto: 09/08/2010, 20:26... Tanto per cambiare, di David Foster Wallace.
Oblio

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Pubblicato nel 2004, il volume è una raccolta di racconti scritti a partire dal 1998.
Anche stavolta, mettere i soli titoli degli otto racconti mi pare il modo migliore per invogliarvi alla lettura.

• Mister Squishy
• L’anima non è una fucina
• Incarnazioni di bambini bruciati
• Un altro pioniere
• Caro vecchio neon
• La filosofia e lo specchio della natura
• Oblio
• Il canale del dolore

Si va dalle quattro facciate di Incarnazioni di bambini bruciati alle circa cento de Il canale del dolore, che, me ne rendo conto mentre ne scrivo, hanno entrambi l'assurdo potere di inquadrare un millennio, e quando dico «inquadrare un millennio» intendo «inquadrare un millennio».
Qui la questione non riguarda il postmodernismo, la sperimentazione, la capacità di passare senza sforzo da qualsivoglia registro a qualsivoglia altro, il sarcasmo feroce, il piacere libidico della scrittura, i titoli migliori mai concepiti ecc.
Qui la questione riguarda il fatto che per trovare pagine che mi abbiano emozionato così, devo pensare a Victor Hugo o John Steinbeck. Punto.

In rete mi sono imbattuto in commenti come questo, che non solo mi trova completamente d'accordo, ma che vorrei aver scritto io (almeno le prime righe), o un altro, che non trovo più, nel quale l'autore del commento conduceva una giusta "battaglia" perché la si smetta di inserire uno scrittore unico come DFW in una "scena" o "movimento", o comunque si smetta di paragonarlo ad altri contemporanei americani (come Franzen, nel caso specifico), pur sempre validissimi, ma che giocano un altro campionato, che non è quello dell'Olimpo.

Colgo l'occasione per mandare affanculo uno stronzo di opinionista di cui ho obliato nome e cognome, che qualche tempo fa, intercettato in tv, faceva l'apologia di Bret Easton Ellis, preferendolo all'«osannato» (detto con quella che, nelle intenzioni del subumano, doveva essere arguta ironia) DFW.

La lettura di Bret Easton Ellis non rende il lettore una persona migliore di com'era. Quella di DFW sì. Per questo DFW è il Massimo.
Ciao da McA e da Francesco Caravagli, responsabile relazioni esterne Radio Fujiko.
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Sto leggendo L'opera struggente di un formidabile genio, comprato perché in copertina c'erano due righe entusiastiche di DFW. Sono a pagina 150.
Stanotte l'istinto era quello di lanciare il libro dalla finestra.
Raramente ho trovato uno scrittore così pieno di sé e compiaciuto della propria dialettica.
Personaggi fastidiosissimi.
Gli do altre 50 pagine e poi per la prima volta vedrete un libro entrare in orbita.
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letto nel 2002
fantastico proprio perché Dave Eggers è la persona più piena di sé e compiaciuta della propria dialettica della storia dell'umanità.
del resto il titolo non lascia adito a dubbi.
e l'ex ragazzo ne aveva ben donde di considerarsi un genio, avendo poi creato McSweeney's e curato il Futuro dizionario d'America, oltre a varie cosette tipo la scuola di scrittura per ragazzi dei quartieri popolari...
“Condividere saperi, senza fondare poteri”

Primo Moroni
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