Coincidenze assurde

Dal greco = spazio aperto

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Q ha scritto:
27/12/2018, 1:10
Q ha scritto:
06/08/2018, 18:57
ieri io e Tina siamo andati in piscina comunale e abbiamo incontrato Paola e Claudio
i due erano alle prese con cruciverba difficili, tratti da un surrogato di Settimana Enigmistica (la rivista che vanta innumerevoli tentativi di imitazione) e nel tentare di risolvere il cruciverba insieme abbiamo insultato a lungo il cruciverbista che voleva farci indovinare PÉCUCHET con una definizione tipo: con Bouvard nel romanzo incompiuto di Flaubert.
successivamente sono giunti in piscina anche Luca ed Enrico, il che ci ha condotto, essendo tutti iscritti al circolo, di farci un selfie come Arci Persichello.

Bene.
Oggi Claudio ha trovato su Repubblica un articolo intitolato:
FACCIAMOCI UN SELFIE CON BOUVARD E PÉCUCHET
ritrovo Bouvard e Pécuchet su Internazionale
ri-ritrovo Bouvard e Pécuchet nella recensione de "Il libro dei mostri" di Juan Rodolfo Wilcock che Jacopo Narros (già JFN su Lapisvedese) ha scritto sulla rivista online La Balena Bianca.
“Condividere saperi, senza fondare poteri”

Primo Moroni
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21/07/2019, 22:00

Oggi, a pranzo con Snorky, Ash e Vale, si va sull'argomento Casa Verdi, cioè la Casa di riposo per musicisti voluta e fondata da Giuseppe Verdi.
Ash estrae il telefono e legge un po' di storia su Wikipedia: «Casa Verdi è una casa di riposo per cantanti e musicisti che abbiano compiuto 65 anni di età, fondata da Giuseppe Verdi il 16 dicembre...».
E io: «... 1899!», interrompendo Ash, a botta sicura.
E lui: «Sì, 1899», senza scomporsi più di tanto, credendo evidentemente che io già lo sapessi.
Ma io mica lo sapevo: ho sparato quell'anno quasi come riflesso pavloviano, perché quando sento «16 dicembre» penso subito al 1899 e alla fondazione del Milan.

Quindi: due cose giganti milanesi, del tutto slegate, come il Milan e Casa Verdi, sono state fondate lo stesso giorno, mese e anno.
La coincidenza non sta (solo) tra i due eventi, ma (anche e soprattutto) nel fatto che Ash ne abbia citato uno e io l'abbia ricollegato all'altro.
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16/08/2019, 13:00

Sono in casa, al computer, ho la finestra aperta, sto scrivendo questo post su Facebook.



Sotto casa mia passa un'auto dal cui stereo esce Going Up The Country dei Canned Heat.

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McA ha scritto:
16/08/2019, 13:00
Sotto casa mia passa un'auto dal cui stereo esce Going Up The Country dei Canned Heat.
È accaduto anche oggi, poco fa! Stesso orario (dodici e mezza abbondanti), stesso mezzo, stessa canzone!
Trinity ha scritto:Un deja-vu è un'imperfezione di Matrix. Capita quando cambiano qualcosa.
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04/10/2019, 18:36

Ho un due paia di belle coincidenze da spararvi, è quasi un mese che cerco di scrivervele, pure separate. Vediamo se è la volta buona.


Il primo paio è nell'ambito del non matrimonio che, a settembre, ho celebrato con il mio bello e tanti altri bipedi molto cari.

Questa è davvero interessante.
Qualche giorno prima, cammino lungo il canale Oudegracht, con A., giunta per l'occasione dall'estero, e attraversiamo il ponte verso uno smartshop, dove vorrei presentarle la mia amica R., nel caso sia in quel momento lì a lavoro. Non scorgerò R., ma già mentre attraversiamo il ponte, ci fanno un cenno di saluto queste due persone sedute sull'accogliente panchina posizionata davanti la vetrina. Direi che si tratta di una signora e di un signore sui 55-60 anni, lei ha una chioma colorata, corta, e un abbigliamento stravagante, lui ha le cuffie appoggiate alle spalle e vestiti più tranquilli; lei si rivolge a me con un entusiasmo familiare, come se ci conoscessimo già. Ma la memoria, suppongo, non m'inganna: non ci conosciamo, e lo rivelano le battute successive; si tratta piuttosto della sua frizzante predisposizione in quel momento. Commenta il mio trucco, forse ci chiede di dove siamo, e se siamo amiche. Io e A. guardiamo, facciamo un sorriso un po' imbarazzato e un po' divertito, e diciamo di sì complici.
Salutiamo la coppia e continuiamo sul nostro percorso. Arrivate fino all'altro negozio dove eravamo dirette (chiuso), ritorniamo da dove eravamo venute, e, avvicinandoci di nuovo allo smartshop, il nostro sguardo è immediatamente rapito dai soggetti seduti sulla panchina di prima: sembrano in tutto e per tutto le due persone di prima, capelli corti e colorati, nelle identiche tonalità e taglio, abiti un po' stravaganti, per quella che presumiamo essere una lei, e, per il probabile lui, vestiti più tranquilli e quelle cuffie di nuovo appoggiate sulle spalle. Solo, dimostrano trent'anni in meno.
Io e A. rallentiamo assolutamente sbigottite, sembra impossibile, ci fermiamo insieme a constatare ogni dettaglio, io suggerisco sorniona di comunicare con loro, lei dice che per ora si sente troppo sconvolta dall'emozione e non vuole passare per pazza, loro inevitabilmente ci notano comunque (che, assieme, siamo pure un bel flash), e ci salutano con un bel sorriso, io e A. ricambiano, ma continuiamo a camminare.

Questa coincidenza è assolutamente più piccina, ma ha una caratteristica deliziosa molto specifica: è decisamente meta!
La sera della super festa, mia cugina Mary mi porge i suoi mitici doni. Li scarto uno dopo l'altro, e quando sto per spacchettare il libro "La sincronicità" di Carl Jung, spunta dietro Mary la mia amica P., alla quale, un mese prima circa, donai la mia copia di "The Red Book", sempre di Jung. :) P. desiderava ardentemente quel libro da anni, da mesi io e lei ci inseguivamo per aprire insieme la copia che finalmente tempo prima io mi ero comprata. Come la vidi rapita dal libro tra le sue mani, quando ci incontrammo, non potei resistere, e glielo lasciai, prima in prestito, poi in dono. Poco tempo dopo Mary mi aveva chiesto se alla fine quel libro lo avevo o no, e io le avevo detto che lo avevo regalato "a una persona molto speciale". P. sin dal giorno dopo si sarebbe detta travolta dal libro, all'inizio di un nuovo cammino, e non vi dico com'è sbiancata quando ha visto spuntare "La sincronicità" esattamente in quel momento. :)
Abbiamo peraltro iniziato a leggerlo ieri sera io e il mio bello, e la primissima sincronicità che Jung cita (tra quelle davvero accadute, a lui, ed escluso l'esempio che fa prima), riguarda la ricorrenza del tema del pesce, che alla sottoscritta è molto caro.

(Q, dalle 25 pagine che ho letto finora, io credo che questa lettura ti piacerebbe molto. Ne apprezzo moltissimo la prudenza ed attenzione intellettuale. Incredibilmente, si tratta per me del primo testo che leggo di Jung! Dopo una vita, oramai, che impregna comunque il mio tessuto socio-culturale).

Olè! Ora mi manca solo la doppietta di coincidenze relative alla visione di Once Upon A Time In... Hollywood!
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29/10/2019, 16:00

Premessa: per quando sarò dead (si spera il 20 settembre 2082 e si spera senza soffrire), mi è sempre sembrata una buona idea farmi cremare.
La vita mi ha portato ad abitare in una via del centro città, al numero civico a fianco alla sede della Società per la Cremazione di Cremona.
Oggi ero da mia mamma e, durante la grande scrollata postprandiale di Facebook, mi esce proprio un post della So.Crem. con tanto di contatti.
Quale sorpresa, anzi, sbigottimento, nel notare, per la prima volta, il numero di telefono fisso della sede e segreteria telefonica: 0372 39649.
Esso è stato il mio numero di telefono di casa di sempre, fino al 2002, cioè fino a quando la mia famiglia ha avuto un numero di telefono fisso.
Abito a un metro dalla So.Crem. e la So.Crem. ha ereditato il mio numero di telefono. A 'sto punto farmi cremare è un imperativo categorico.

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ma solo dalla So.Crem. ovviamente...

la sottotrama dei tuoi numeri di telefono fissi è interessante: lasci un numero e lo prende la So.Crem. e tu prendi un numero che aveva lasciato a sua volta Antonio Pacra...
Probabilmente il nuovo numero di Pacra è il vecchio numero della So.Crem.
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Primo Moroni
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